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1 aprile 2014   e  
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Le guerre del Novecento (L’ancora del Mediterraneo, Napoli, 2007)

VIOLENZE, DISCRIMINAZIONI E DELITTI NELLE GUERRE TECNOLOGIZZATE

Ricerca degli effetti drammatici e spaventosi dei conflitti in armi del XX secolo
giovedì 20 settembre 2007 di Carlo Vallauri

Argomenti: Guerre, militari, partigiani
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Gabriella Gribaudi

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Gabriella Gribaudi, che si è già occupata in approfondite ricerche degli effetti drammatici e spaventosi dei conflitti in armi del XX secolo, torna sul complesso argomento quale autrice di Le guerre del Novecento (L’ancora del Mediterraneo, Napoli, 2007).

I saggi – tutti pregevoli e ricchi di documentazione – riprendono momenti ed eventi che, muovendo dalle differenze con le guerre dell’Ottocento e le conseguenze dei perfezionamenti tecnologici successivi, mostrano tutti gli aspetti più distruttivi e aberranti della guerra totale. Carlo Schmitt con le sue teorie dell’assoluta separatezza tra amico e nemico appare anche qui come un “precursore” nell’interpretare le nuove realtà, ma ne è solo il freddo registratore. Dalle guerre coloniali (Nicola Labanca) alle deportazioni di civili dai territori occupati, dalla guerra aerea (Danièle Voldman) al genocidio (Christian Gerlode) emergono tutti i luoghi, le forme, le testimonianze di una violenza estrema dispiegata per un secolo, senza rispetto né per le donne (Fabrice Virgili a proposito delle “collaborazioniste”) né del diritto internazionale, pur nelle sue interne contraddizioni (Paolo Pezzio).

Proprio la Gribaudi ha avuto il merito di richiamare negli anni scorsi il tema dei bombardamenti aerei, e qui oltre ad un suo saggio sull’esperienza italiana, riporta un saggio di Olivier Wievioska che tratta uno specchio rivelatore dell’estrema violenza messa in atto nelle battaglie combattute in Normandia. Così parimenti vengono analizzate le condizioni in cui vengono a trovarsi le popolazioni dei territori occupati dall’esercito italiano tra il 1940 ed il ’43 (Davide Rodogno) alle quali vengono a corrispondere quelle poi imposte agli italiani dal ’43 al ’45 ad opera dei tedeschi (P. Pezzio). E così affiorano le pratiche dei combattenti irregolari e della guerra civile (Dianela Gorglioni) sino al documentato saggio di Maria Cristina Ercolessa che affronta i conflitti in Africa, dove le ricchezze esistenti (diamanti, oro e petrolio) spingono gruppi armati a scontri sanguinosi, nei quali sono i warlords (signori della guerra) ad imporre le proprie prepotenze, coinvolgendo persino i bambini. E non poteva mancare un richiamo al conflitto tra israeliani e palestinesi (Braga Cohen). In particolare vengono illustrate le condizioni dei beduini appartenenti allo Stato di Israele che godono dei diritti di cittadinanza e, a differenza dei palestinesi nei territori occupati, possono protestare quando sono espulsi dalle loro terre. Viene in evidenza la differenza tra Stato e Nazione (entrambi i vocaboli segnati giustamente con la maiuscola dall’A.), non il territorio nel quale gli arabi palestinesi tendono a rafforzare la loro identità collettivamente. Queste ed altre osservazioni confermano l’originalità ed il rigore delle ricerche contenute nel libro.