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Che succede, nelle Filippine ?

Intervista a Padre Rino Venturin, superiore dei Dehoniani
martedì 24 luglio 2007 di Arturo Capasso

Argomenti: Mondo


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Ormai i sequestri di missionari italiani sono sempre più frequenti. quasi sempre è il governo di quel Paese a pagare, per tenere su il proprio prestigio. Oltre alla guerriglia islamica e a quella comunista, ci sono gruppi autonomi, senza alcuna ideologia e con molta voracità.

Ho incontrato Padre Rino Venturin, superiore dei Dehoniani, rientrato per un breve periodo dalle Filippine, dove ha svolto per oltre quindici anni una intensa attività missionaria a Mindanao, un’isola che dista circa settecento chilometri dalla capitale, Manila.

D: Quale è stata la sua esperienza in quel Paese?

R: Per tredici anni sono stato parroco in tre diverse parrocchie rurali. E questo mi sembra il modo più appropriato di venire in contatto con la cultura e le espressioni di fede della gente.

D: Che genere di cultura ha trovato?

R:Una caratteristica che mi ha molto colpito è il profondo senso religioso della gente. E’ un sentimento che prescinde dall’appartenenza di una determinata chiesa o religione..

D:Quali caratteristiche hanno quelle religioni primitive?

R: C’è il senso della divinità nella natura e negli avvenimenti. Direi che è un sostrato che permane anche quando un determinato credente appartiene alla Chiesa cattolica o ad altre religioni.

D: In sostanza, i primi abitanti risalgono a ben cinquecento anni prima di Cristo e venivano dall’Indocina, Malesia e man mano vi si aggiunsero Cinesi, Europei, Arabi, Giapponesi. Come è stata possibile la fusione di tante etnie?

R: Ci sono stati tre diversi strati d’immigrazione. La prima ha dato origine a tribù indigene, che hanno scarsamente popolato l’arcipelago. Vivevano per lo più di caccia e pesca e praticavano una religione animista

Dopo sono arrivate varie tribù musulmane, tra il 1200 e il 1300, dedite soprattutto ai commerci via mare ed alla pesca. Questi musulmani s’insediarono lungo le coste. Portarono il loro know how di conquista. E pertanto spinsero sempre più verso l’interno gli abitanti originali delle isole. Si consolidarono nel sud (Mindanao) e Sud Ovest (Palawan ed altre isole minori).

La terza ondata d’immigrazione è rappresentata dagli Spagnoli nel secolo sedicesimo, con Maggellano. La politica degli Spagnoli è stata di non entrare in conflitto con le tribù guerriere musulmane, orientandosi a consolidare le proprie colonie nella parte Nord e Centrale dell’arcipelago. Ma bisogna ricordare che gli Spagnoli consolidarono una propria posizione anche in una zona del Sud, esattamente a Mindanao, per essere in grado di controllare il flusso commerciale. Il loro controllo si limitava alla zona del porto di Zamboanga e dintorni. Adottarono la strategia di non interferire all’interno delle zone suddette, lasciando mano libera ai musulmani.

Ma bisogna pur far presente che, se da una parte avevano mani libera, l’intero arcipelago era considerato parte integrante della corona spagnola. Nel 1898 la guerra d’indipendenza trionfa. Alla guida di tale vittoria c’è il generale E. Anguinaldo. Dopo un anno - nel 1899 - è proclamata la costituzione repubblicana. E’ una indipendenza apparente, perché - col trattato di Parigi del dicembre 1898 - gli Stati Uniti “comprano” la colonia e pagano agli Spagnoli una cifra intorno ai venti milioni di dollari. Per quasi mezzo secolo funziona come un protettorato statunitense e solo nel 1946 si arriva alla sospirata indipendenza.

D: Qual è stata la politica della Chiesa nel periodo del protettorato? Con chi si è schierata: coi poveri o con la classe dirigente? Ovviamente, la domanda è anche per il periodo spagnolo.

R: La storia della Chiesa è stata pesantemente condizionata da una certa collusione tra le autorità e il potere coloniale. Per tale motivo molti istituti religiosi divennero ricchissimi: era - potremmo dire- un “do ut des”. Durante tutto il secolo scorso tale fenomeno di collusione è scemato e s’è fatto strada un movimento più solidale con i poveri e un’attività di promozione umana. Bisogna prendere atto che questo ritorno ad un cristianesimo primitivo e genuino prese corpo ai primi del secolo ed ebbe il suo naturale potenziamento nel Concilio Vaticano II.

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La casa dei Dehoniani

D: Ci sono partiti politici?

R: Ce ne sono, ed anche molti. Ma c’è differenza nella concezione di partito politico che abbiamo qui in Italia. Lì i partiti non sono portatori di una specifica ideologia, ma rappresentano, anzi esprimono, il pensiero e l’azione del loro leader. Capita così che molto spesso gli elettori seguono i propri leaders, a prescindere dall’ideologia. E se questi vanno ad imparentarsi con altri, seguono sempre il loro capo. Chi ha una ideologia di sinistra non trova spazio nei grandi partiti.

D: La tivù, i giornali, da chi sono controllati?

R: Le principali reti televisive e i maggiori quotidiani sono in mano di alcune famiglie. Anche il Governo ha le sue reti, ma sono di minore importanza.

D:C’è monopolio?

R: Ci sono famiglie ricche, che hanno interessi industriali, agricoli, edili, commerciali.

D: Quali prospettive, per le Filippine?

R: Direi che siamo di fronte ad un popolo molto aperto e tollerante.

Le entrate avvengono grazie alle rimesse di emigranti, che sono molto rispettati nei Paesi dove lavorano. Ci sono due conflitti più estesi e preoccupanti. Il primo è manifestato dalla guerriglia islamica che è di natura etnico - religioso. Il secondo è espresso dalla guerriglia comunista (NPA - New People’s Army), che ha un fondamento di rivendicazione sociale.

Se non si risolvono questi problemi, non è possibile trovare pace. Chiarisco meglio; bisogna risolvere i problemi espressi da queste guerriglie. Più giustizia sociale, livello di vita più accettabile, sana autonomia per le varie etnie.