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Putin ha fatto bene


martedì 2 settembre 2008 di Arturo Capasso

Argomenti: Attualità
Argomenti: Guerre, militari, partigiani


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“Il nostro tè georgiano è il migliore al mondo” Così ci disse N.S. Kruscev durante un applauditissimo incontro con gli studenti della M.G.U.(l’Università Statale di Mosca che si erge sui colli Lenin, già collina dei Passeri)

Quella visita ebbe luogo nel lontano 1961. Chi poteva prevedere che dopo qualche decennio la Russia e la Georgia, non più un solo Impero, si sarebbero prese a cannonate?

Oltretutto, la Georgia aveva contribuito alla Rivoluzione d’Ottobre con grandi terribili protagonisti: Il generale Bagration, I.G. Tsereteli, Stalin, Ordzhonikidze e Beria.

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Ordzhonikidze Stalin Mikoyan 1925

Io, però, qualcosa l’avevo previsto. Nel mio Viaggio in Russia pubblicato due anni dopo, e cioè nel 1963, a pagina 74 scrissi: “ Quel blocco granitico che sembra il Paese del proletariato visto dal di fuori, non è altro che un enorme mosaico, i cui pezzi sono tenuti insieme da un collante che è la paura, il terrore, la necessità di vivere”.

Queste mie osservazioni parvero tanto errate, che la rivista Realtà Sovietica a pagina 53 del numero 127 scrisse: “ Qui si sfascia tutta la presuntuosa pretesa di originalità di…Anzi, non c’era nemmeno bisogno di andare nell’Urss, né tantomeno di restarci un anno, se si voleva rispolverare uno dei motivi più logori dell’antisovietismo”.

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Beria

Perché Putin ha fatto bene ad intervenire? Molto semplicemente: ha difeso quello che apparteneva ed appartiene alla Russia. L’annessione dell’Ossezia avvenne con una lunga guerra, durata diversi anni, dal 1801 al 1806.

Non era possibile, far finta di niente. Ha mostrato i muscoli, i russi hanno ripreso fiducia in se stessi. Da troppi anni sono sparsi per tutto il mondo alla ricerca di una sistemazione, di un lavoro dignitoso e le umiliazioni sono tantissime. Questo scatto di orgoglio, di ritorno alla vecchia Potenza hanno dato fiducia ai tantissimi emigrati emarginati, tollerati.

Molti, con un rigo di malinconia, sono andati a rileggersi le ultime battute che chiudono la prima parte delle Anime Morte di Gogol:

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Mappa della Georgia

“…E non corri anche tu, o Russia, come un’ardente irraggiungibile trojka? Fuma di polvere sotto di te la strada, rintronano i ponti, tutto, tutto rimane alle tue spalle…Con uno sguardo d’invidia si fanno in disparte, per lasciarla passare, gli altri popoli e gli altri imperi”.

Arturo Capasso