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Note a margine su un viaggio in Germania


mercoledì 11 giugno 2008 di Michele Penza

Argomenti: Luoghi, viaggi
Argomenti: Ricordi


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Immagine del logo: Oldenburger Staatstheater

Wir haben einen Führer!

Dio ci scampi dalle guide tedesche. Il loro senso del dovere e lo scrupolo che mettono nello svolgimento del loro ufficio può esserti letale. Ti devono dir tutto di tutto, senza risparmiarti nulla, neppure il minimo insignificante dettaglio. Il tutto sciorinato col medesimo monotono tono di voce che ti presenta allo stesso modo il capolavoro di

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Rubens

Rubens e il vaso da notte di Teresa d’Austria.

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Maria Teressa Imperatrice d’Austria

Te ne stai sull’attenti ad ascoltarlo e guai se ti distrai per girarti a osservare coi tuoi occhi l’oggetto della concione. Appena il Fuhrer ha terminato di elencarti tutte le notizie, gli aneddoti, le leggende e le dicerie relative e connesse all’argomento ti dà l’avanti marsch per condurre il suo gregge in un altro locale e ricominciare da capo, e se speravi di dare in pace un’occhiata all’intorno vieni virtualmente trascinato per la collottola e rimani frustrato nella speranza di goderti qualcosa del museo.

In Germania, e col Führer, il museo tu non lo puoi vedere ma ti viene raccontato e il tutto è condito dalle battute di spirito del tuo Führer che se per caso s’accorge che non ridi ti guarda severamente e ti fa gli occhiacci. Del resto, per quel che posso ricordare, anche quel tale, il più famoso dei Führer, aveva lo stesso viziaccio di blaterare ore e ore per ribadire le sue tristi menate.

Ho già detto e confermo: Dio ci scampi dai Führer!

Viva il Po!

Dipenderà dalla birra, da burro e marmellata, o dalla troppa maionese nello Hauptgerischt o da tutte queste cose insieme, fatto sta che ancor più che da noi in Germania il Po s’impone maestoso.

Non v’è riferimento idrografico in questa constatazione, perché abbiamo appreso ad Oldenburg che un tale termine qui contrassegna ciò che da noi i benpensanti chiamano ‘sedere’ e poiché, com’è noto, in tedesco ogni nome va scritto con la maiuscola, ecco come siamo arrivati al Po. (Suppongo trattarsi d’una forma contratta del nostro termine equivalente un po’ lezioso ‘popò’).

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Bad Zwischenahn

Anche i tedeschi sorridono sull’argomento e gli hanno perfino dedicato un monumento che consiste nella statua di una bagnante, dotata di glutei di taglia extralarge, che s’accinge a tuffarsi in un laghetto, nella splendida cornice del Park der Garden a Bad Zwischenahn.

Per una volta tanto, e non è facile che ci possa di nuovo capitare, vogliamo dar ragione a Bossi il padano, e inneggiamo anche noi al Po. Che Dio protegga sempre quello nostro da ogni oltraggio che non sia dovuto all’age, e benedica al contempo quello altrui, affinché possa continuare ad essere per noi fonte di godimento, estetico e non, e a costituire per tutti un solido supporto e un sicuro ancoraggio, simbolo di buona sorte e prosperità.

Michele Penza