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Incontrarsi e dirsi addio


sabato 31 maggio 2008 di Michele Penza

Argomenti: Ricordi


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di Michele Penza

All’angolo di via Mantegazza col piazzale Dunant mi trovo faccia a faccia con un tipo, più o meno della mia età, che è piuttosto male in arnese ma ha un aspetto cordiale e simpatico, che mi sorride e mi saluta: ciao!

Non ricordo chi sia però mi sembra una faccia conosciuta e perciò gli rispondo con un altro sorriso: ‘ciao. Ci conosciamo?’ Il suo sorriso ora diventa luminoso: ‘sicuramente. A me mi conoscono tutti. Guarda, io sono stato dappertutto, a Regina Coeli, a Rebibbia, alle Murate, a S. Vittore, all’Ucciardone… (me ne elenca altre tre o quattro ancora). In qualche posto ci saremo incontrati.’ ‘Ma sì, tutto può essere!’ confermo io e resto possibilista senza sbilanciarmi.

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G. Liguori
Incontro 2

Non mi dispiace trovare un tale senso dell’ironia in uno che certo non manca di problemi. Credo che sia una grande risorsa e che uno che la possiede meriterebbe una sorte migliore, o quanto meno ha delle chances per pretenderla. Ma il curriculum che l’amico vanta è davvero eccezionale, si capisce che ne è fiero e quindi voglio manifestare il mio cortese apprezzamento: ‘Eh la Madonna! Ma te le sei fatte tutte! Bravo!’ rido e gli esprimo la mia ammirazione con un colpetto sulla spalla. ‘Si, si, non mi sono fatto mancare niente, sono un collezionista!’ fa lui, e mi ricambia felice un colpetto sulla pancia per dire che ha gradito il riconoscimento.

‘E adesso dove stai?’ gli chiedo. Il suo sorriso, così variabile, sparisce.‘Adesso dormo alla stazione. Sai, non è il massimo. Perché non me la dai una mano?’ ‘Ma sì, se ho qualche spiccio volentieri!’ mi frugo in tasca dove so di avere un mucchietto di monetine che mi pesa, ne estraggo un bel pizzico che non faranno tutte insieme un paio di euro e glielo porgo, sempre col sorriso. ‘Ciao fratello, buona fortuna’ ‘Grazie. Anche a te, caro’.

E riprendiamo ciascuno la sua strada.

Michele Penza