INFORMAZIONE
CULTURALE
Ottobre 2020



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5450
Articoli visitati
4432882
Connessi 8

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
26 ottobre 2020   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Politicastri, perché non fate come Mina?


domenica 9 marzo 2008 di Arturo Capasso

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


Segnala l'articolo ad un amico

Bianco, rosso, nero, arcobaleno, scudo crociato, falce, martello,logo ammiccanti, fantasiosi.

Politicastri, ma non vi rendete conto che non vi vogliamo vedere e non vi vogliamo sentire?

Perché non fate come Mina, che ormai da decenni non si fa più vedere e fa solo ascoltare la sua ugola d’oro?

Mi accorgo che allora voi dovreste andare “oltre” Mina, Senza immagini e senza voce.

Che bella cosa, sarebbe. Accendi la radio e il martirologio è un continuo stillicidio, con voci di imbonitori, di vecchi e giovani tromboni. Fate a botte ad apparire in programmi culturali, popolari, intelligenti, stupidi.

Tutto quello che avevate da proporre ormai lo sappiamo.

Sappiamo pure che in un modo o nell’altro andremo a votare, sicuri che tanti nostri voti non riusciranno a raddrizzare questa barca che fa acqua da tutte le parti, sicurissimi che fra voi non c’è la persona adatta a mettere mano all’ atteso sperato necessario cambiamento.

E se anche ce ne fosse uno, questi sarebbe preso circondato assalito da mille e mille laccioli, da nani che hanno solo la volontà di emergere, piazzarsi, mungere le poche gocce di latte da una mucca esangue.

Basta, fate silenzio. Ormai abbiamo già deciso per chi votare, sicuri di sbagliare ancora una volta. Ci siamo rassegnati.

Arturo Capasso