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I capolavori mistici delle maestranze russe

A Palazzo Braschi l’icona ci fa vivere la preghiera e la misericordia attraverso le opere degli artisti russi del XVII-XVIII secolo
domenica 5 novembre 2017 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.
Argomenti: Religione


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L’esposizione “L’icona russa: Preghiera e Misericordia”, ospitata dal 10 ottobre al 3 dicembre 2017 al Museo di Roma a Palazzo Braschi, è dedicata al 25° anniversario dell’avvio delle relazioni ufficiali tra la Federazione Russa e il Sovrano Ordine di Malta ed è, inoltre, particolarmente rilevante nel 2017, anno in cui si celebra il 320° anniversario dell’avvio ufficiale delle relazioni tra l’Impero russo – guidato da Pietro il Grande – e l’Ordine al tempo in cui governava l’isola di Malta.

Il progetto, patrocinato dall’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta e promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stato reso possibile grazie alla collaborazione di due importanti musei moscoviti, il Museo Centrale di arte e cultura russa antica Andrey Rublev e il Museo Privato dell’Icona Russa. Curatrice del progetto è la direttrice della sezione di studi e ricerche scientifiche del Museo Andrey Rublev, Lilija Evseeva.

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Madre di Dio Odigitria (di _uja) fig1

L’organizzazione della mostra è stata resa possibile grazie al sostegno della fondazione benefica “Museo Privato dell’Icona Russa”, fondata da Mikhail Abramov, con il grande merito di far vivere la collaborazione tra Pubblico e Privato.

La mostra presenta al pubblico italiano 36 icone del XVII-XVIII secolo provenienti dalle collezioni dei due musei russi, e un’opera di Vladimir Tatlin, Composizione con superfici trasparenti (1916), mai esposta finora, oltre a una scultura contemporanea, Madre di Dio Grande Panagia di Dmitrij Gutov (2012), entrambe appartenenti a collezioni private.

Il tema centrale della mostra – preghiera e misericordia – non resta dunque confinato all’ambito delle opere d’arte medioevali ma trova prosecuzione nell’epoca dell’avanguardia russa e nell’arte russa contemporanea.

Scopo fondamentale della mostra è quello di testimoniare, attraverso immagini iconiche, l’eccellenza di artisti russi, capaci di risvegliare una mistica spiritualità, pur attenendosi alla tradizione figurativa. Una spiritualità forte che diventa veicolo di un messaggio d’amore tra Dio e l’uomo.

In mostra vengono presentate sia opere di botteghe e laboratori ampiamente noti (ad esempio, sarà presente una Trasfigurazione dipinta nel Palazzo dell’Armeria di Mosca), sia icone provenienti dalle regioni del Volga, di Kargopol’, del bacino del fiume Kama – territori nei quali nel corso del XVII-XVIII secolo si svilupparono scuole e maniere iconografiche locali. Sono esposte diverse icone mariane di grande impatto e pregio artistico (fig.1), cicli cristologici e raffigurazione di santi e monaci russi.

Questo prezioso progetto espositivo ha nel suo intento quello di mettere a conoscenza la tradizione figurativa spirituale russa per arricchire i legami di comprensione tra la tradizione iconografica della Chiesa Cattolica e quella della Chiesa Ortodossa Russa.