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Arcimboldo a Roma

Gallerie Nazionali di Arte Artica – Palazzo Barberini – Roma, dal 20 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018
domenica 5 novembre 2017 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Con Arcimboldo le nuove Gallerie Nazionali Barberini Corsini, inaugurano la programmazione degli eventi espositivi nel grande spazio per le mostre temporanee di Palazzo Barberini.

A cura di Sylvia Ferino-Padgen, è il frutto di una collaborazione tra MondoMostre Skira, produttore del progetto e, le Gallerie Nazionali, che ne hanno curato il coordinamento scientifico.

Per la prima volta nella capitale sarà possibile ammirare una ventina di capolavori autografi, disegni e dipinti, di Giuseppe Arcimboldi (Milano 1526-1593) noto come Arcimboldo, provenienti da Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova, Milano.

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Santa Caterina condotta in carcere fig 1
Giuseppe Arcimboldo

Una occasione unica per ammirare i suoi capolavori che raramente sono dati in prestito, Arcimboldo fu pittore notissimo nelle corti del Nord Europa dove lavorò proficuamente e fu apprezzato con tutti gli onori.

Formatosi nella bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo da Vinci, diventa abile disegnatore ma anche poeta e filosofo, è richiestissimo per i disegni delle vetrate (Duomo quelle dell’arresto di S. Caterina d’Alessandria, presenti in mostra) (fig. 1) e di disegni per Arazzi come quello realizzato da Giovanni Karcher su suo disegno, della Dormitio Virginis.

Esponente di una corrente artistica , scientifica e filosofica e umanistica lontana da quella classicheggiante della Roma dell’epoca, è noto soprattutto per le sue famose “teste composte” di frutti e fiori.

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L’Estate fig. 2
Giuseppe Arcimboldo

Nel 1562 Arcimboldo è invitato da Massimiliano d’Asburgo a raggiungere la corte, dove diverrà il “pittore di sua maestà reale” e dove si occupa non solo di fare ritratti e iniziare i suoi quadri allegorici delle Quattro Stagioni di Vienna,(fig. 2) ma anche di eventi, banchetti, tornei e matrimoni come quello della principessa Anna con il principe Filippo II o le nozze di Maria di Baviera con l’arciduca Carlo d’Asburgo. Nel corso della sua vita l’amicizia e il rapporto con i sovrani d’Asburgo continuerà, alla morte di Massimiliano, Rodolfo lo chiama a corte diverse volte, così come Filippo II, Arcimboldo tornerà a Milano nel 1587 con il figlio dotato di una rendita dell’imperatore e poi della nomina di conte palatino.

La mostra è divisa in sei sezioni e conta circa 100 opere, si parte con una Sala Introduttiva con il celebre autoritratto cartaceo, dove Arcimboldo è presentato come scienziato, filosofo e inventore nell’Ambiente dei letterati e degli umanisti milanesi (G. Lomazzo, P. Morigia, G. Comanini) che promossero e diffusero la fama dell’artista. Con una serie di opere religiose di artisti contemporanei e disegni di vari autori per arti applicate (cristalli, vetrate, armature, arazzi) mostrare come la città di Milano in quegli anni era uno dei massimi centri di produzione di oggetti di lusso.

La sezione successiva A corte tra Vienna e Praga, si possono ammirare i ritratti dell’Arciduchessa Anna, figlia dell’Imperatore e altri, dove l’abilità del pittore nel ritrarre la personalità dei soggetti è evidente. Poi le opere della personificazione delle stagioni Primavera, Estate, Autunno, Inverno in dialogo frontale con gli Elementi: Acqua, Aria, Fuoco, Terra (quest’ultima mai vista nelle ultime esposizioni internazionali) (fig.3).

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La Terra fig.3
Giuseppe Arcimboldo

La terza sezione è dedicata agli Studi naturalistici e Wunderkammer, infatti i sovrani asburgici promossero il collezionismo di oggetti considerati “meraviglie della natura” come zanne, coralli, oggetti curiosi e dipinti curiosi degli “irsuti” come quelli di Lavinia Fontana.

In questa sezione sono in mostra i vari libri illustrati di L’Ornitologia hoc est auibus historia con disegni degli animali di Aldovrandi e una installazione che mostra come Arcimboldo componeva i suoi ritratti allegorici disegnando tutti gli animali utilizzati poi nelle composizione di Terra o di altre allegorie.

Accanto a questa, la sezione delle Teste reversibili dei ritratti ruotati di 180° o nature morte reversibili grazie all’installazione di uno specchio che mostra l’altro aspetto del quadro: L’Ortolano (fig.4) e Il Cuoco che sono apparentemente Nature Morte, quel genere che a Milano si andava affermando a fine Cinquecento, inizio Seicento.

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L’Ortolano fig.4
Giuseppe Arcimboldo

Il Bel Composto mostra veri e propri paradossi iconici e analizza il metodo della composizione costruita con l’incastro sapiente delle forme diverse, naturali o artificiali per mostrare in realtà busti che negli anni a seguire molti disegnatori e pittori sperimenteranno.

L’Esposizione si conclude con la sezione di Pitture Ridicole con in mostra i capolavori Il Giurista e Il Bibliotecario, caricature e ironia miscelate alla sua esperienza di composizioni naturali.

I fasci di fogli, i libri, frutti, animali, pesci che vengono utilizzati per allegorizzare una professione o per dare la dimensione di una stagione o di un elemento destano grande meraviglia, perché riescono a catturare lo sguardo da lontano, costringendolo ad osservare il particolare e ammirare la grande capacità del pittore.

Riscoperto dai Dadaisti e Surrealisti le sue opere sono definite “accozzaglia di cose riunite prive di senso” come lo definì Oskar Kokoschka nominandolo il “patriarca del surrealismo”.

Oggi ad una attenta osservazione, possiamo dire che le composizioni di Arcimboldo sono ben lontane da questa interpretazione, egli gioca con l’osservatore, lo stimola a mantenere alta l’attenzione e a guardare le cose più da vicino. È come se desiderasse spingere i suoi contemporanei e coloro che osservano, a leggere la realtà come mimesi e non solo come imitazione del vero.

L’esercizio allegorizzante mostra un pittore che va oltre la superficie, indagando la realtà nei suoi significati più complessi; l’allegoria d’altronde, agisce nell’inconscio collettivo e fa emergere archetipi profondi che appartengono ad ogni essere umano.

La mostra ci aiuta a riscoprire Arcimboldo, leggendone non solo l’aspetto fantastico e divertente, ma a scoprirne il talento umanista e pittorico.

P.S.

INFORMAZIONI

www.barberinicorsini.org | www.arcimboldoroma.it
ORARI MOSTRA: martedì/domenica 9.00-19.00
GIORNI DI CHIUSURA: lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio
BIGLIETTO MOSTRA: intero: 15 €, audioguida inclusa | ridotto 13 €, audioguida inclusa | gratuiti, audioguida inclusa (giovani under 18 anni, visitatori invalidi, soci ICOM, guide turistiche con tesserino, dipendenti MiBACT).