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Viaggio in Cile

Una bellissima esperienza di viaggio
mercoledì 1 novembre 2017 di Claudio De Vita

Argomenti: Luoghi, viaggi
Argomenti: Mondo


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Nel gennaio del 2006 con mia moglie abbiamo fatto una bellissima esperienza di viaggio in Cile. A spingerci a questo viaggio, oltre all’interesse turistico di grande rilevanza, è stato il desiderio di conoscere il luogo di nascita della nostra cara nipotina adottiva, la cittadina di Arica.

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Cile

Il Cile è uno straordinario paese: una lunga striscia di terra di più di quattromila chilometri, stretta tra le impervie montagne della catena delle Ande e il mare, l’Oceano Pacifico. Si passa da torride terre desertiche a nord ai desolati ghiacciai della Terra del Fuoco all’estremo sud, vicino all’Antartide.

Il primo impatto con il Cile è la trasvolata aerea delle Ande: La cima dell’Aconcagua, alta più di seimila metri, ci sembrava a portata di mano tanto era vicina in una giornata limpidissima. Poi la discesa vertiginosa all’aeroporto di Santiago, con ampie volute sull’oceano per perdere quota.

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Aconcagua visto dall’aereo
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Deserto di Atecama dall’aereo
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La nipotina ritratta dalla moglie Tonià

Dopo una breve sosta all’aeroporto abbiamo proseguito in volo per Arica, distante dalla capitale duemila chilometri, all’estremo nord del paese, al confine col Perù. In questo paese lungo e stretto, percorso da nord a sud da una sola grande strada, la caretera sudamericana, senza ferrovie, il mezzo di comunicazione prevalente e il volo. Durante il tragitto in volo ci ha impressionato sorvolare per molte centinaia di chilometri un deserto color ocra privo di vegetazione, direttamente confinante col mare: il di Atacama.

Arica è una piccola città vivace, con un porto commerciale, abitata da una popolazione per lo più con caratteristiche somatiche di tipo ”andino”, di carattere semplice e ospitale. Non presenta particolare interesse turistico, se si eccettua la Cattedrale di San Marco e la collina del Morro. La chiesa fu costruita delle compagnia Eiffel interamente a Parigi e rimontata ad Arica pezzo per pezzo. La collina del Morro presenta un Mausoleo con cimeli della guerra del Pacifico del 1881.

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Arica. el Morro
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Arica, popolazione locale
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Arica. la cattedrale

La guerra per il possesso di un territorio fino ad allora ritenuto improduttivo, si scatenò a seguito della scoperta del salnitro, e fu combattuta tra peruviani e boliviani da un lato e cileni dall’altro. La guerra si concluse con le conquista del Morro, dove i peruviani si erano asserragliati, da parte dei cileni, che in seguito alla vittoria fecero propria la città di Arica, sottraendola al Perù.

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Arica vista dal Morro

Quel che ci ha maggiormente colpito di Arica è che al limite dell’abitato, alle spalle delle spiagge frequentate dai bagnanti, subito iniziava il deserto, quello stesso che avevamo visto dall’aereo.

Trascorso qualche giorno ad Arica, ci spostammo in volo a Santiago, la capitale. Ci attendeva una metropoli moderna, piena di grattaceli e di verdi parchi, con alle spalle la catena delle Ande, che nelle giornate limpide sembra di toccare con mano. Sono venuti a prenderci i nostri amici cileni, che ci hanno condotto a Vina del Mar, una ridente città sulla costa dell’oceano, a un centinaio di chilometri da Santiago, piena di giardini fioriti e di immense spiagge gremite di bagnanti.

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Vina del Mar-la spiaggia
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Vina del Mar

Immediatamente a sud di Vina del Mar, senza soluzione di continuità, di trova l’antica meravigliosa città di Valparaiso, porto di antiche tradizioni marinare e tappa d’obbligo per tutti i velieri che circumnavigavano l’America del sud, prima dell’apertura del canale di Panama.

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Valparaiso una strada
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Valparaiso.il porto
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Valparaiso.il municipio
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Valparaiso.casa in legno

Valparaiso si trova in una conca e subito alle spalle del litorale e del porto si alzano delle colline letteralmente letteralmente coperte da casette di mille colori, molte delle quali in legno dipinto. Per raggiungere le alture ancora oggi ci si serve di funicolari a cremagliera chiamate “ascensor”, costruite nell’Ottocento e tuttora funzionanti con grande rumore di ferraglia. A Valparaiso abbiamo visitato il Museo del Mar, che custodisce cimeli dei tempi eroici della navigazione a vela, e “la Sebastiana”, la casa prediletta da Pablo Neruda, che vi compose molte delle sue opere poetiche.

Trascorsi alcuni giorni in compagnia dei nostri simpatici amici cileni, abbiamo ripreso il nostro itinerario verso sud. Con un’auto a nolo abbiamo imboccato la grande caretera, tra distese di vigne e frutteti, alternate a foreste di conifere, con sullo sfondo alla nostra sinistra le cime innevate della Cordillera delle Ande.

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Vele sul lago
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La regione dei laghi.

Dopo alcune centinaia di chilometri siamo giunti nella regione dei laghi: un territorio caratterizzato da una miriade di laghi grandi e piccoli, con alle spalle le piramidi dei vulcani innevati, in forte contrasto con l’azzurro intenso delle acque dei laghi.

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Pucon.una casa tedesca
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Cile come in Baviera..

Abbiamo visitato una serie di ridenti cittadine come Villarica, Purcon, Puerto Varas, gremite di villeggianti in vacanza per la piena stagione estiva. In queste località si trovano animati mercati all’aperto, pieni di coloratissimi oggetti dell’artigianato locale. In una di queste località ci ha colpito vedere casette in legno di foggia tedesca, e un tipico “albero della cuccagnia”, testimoni della forte presenza di popolazioni di ceppo germanico.

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Puert Montt, il porto
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Puerto Montt, mercato dipinto da Tonià
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Patagona, la campagna

Dopo aver percorso un migliaio di chilometri da Santiago abbiamo raggiunto Puerto Montt, dove inizia la Patagonia, e qui ci siamo imbarcati su una nave cargo per una crociera di cinque giorni nei mari interni della regione australe.

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Il nostro cargo Navimag
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Sulla nave-cargo
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In navigazione

Esperienza piacevolissima per il clima soleggiato, insolito a queste latitudini e per i paesaggi caratterizzati da fiordi verdissimi, isole disabitate, e qualche rara fattoria sulle riva, in prossimità dello sbocco di corsi d’acqua, dove vengono allevati i salmoni, di cui il mare è molto ricco.

La crociera ha sostato nel suo tragitto in piccoli porti come Puerto Chacabuco e Puerto Aisen.
Mentre la nave provvedeva allo scarico delle merci, noi passeggeri in pulman eravamo portati a visitare la verde campagna della Patagonia settentrionale, disseminata di fattorie con grandi allevamenti di buoi e pecore.

Al terzo giorno, al risveglio, la sorpresa più spettacolare: ci trovavamo al centro di una laguna circondati da blocchi di ghiaccio galleggianti dai colori svariati, dal candido bianco all’intenso azzurro. Una grandiosa muraglia di ghiaccio si ergeva a picco sul mare a un centinaio di metri da noi. Le dimensioni di questa muraglia sono grandiose: un chilometro di larghezza per decine di metri di altezza.

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Avvicinamento al ghiacciaio
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Tra gli iceberg
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Una muraglia imponenete

Si tratta della Laguna san Rafael, spettacolo naturale noto in tutta l’America Latina. Imbarcati su piccoli natanti a zig zag tra i ghiacci ci siamo avvicinati al ghiacciaio fino a poche decine di metri. Nel frattempo si staccava dalla parete un grosso frammento: con grande fragore e sollevarsi di schiuma cadeva in mare frammentandosi in una miriade di piccoli iceberg. Sui natanti abbiamo brindato con ottimo wisky e ghiaccio millenario.

Rientrati a Puerto Montt e di qui a Santiago, siamo ripartiti per l’Italia, dopo aver salutato i nostri amici cileni. Allo scalo intermedio di Madrid abbiamo ammirato la grandiosità del nuovo aeroporto, che era stato inaugurato due giorni prima.

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I viaggiatori