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ALLARME COREA DEL NORD

Brevi riflessioni sul caso “Corea”
domenica 1 ottobre 2017 di Sandro Meardi

Argomenti: Attualità
Argomenti: Guerre, militari, partigiani


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E’ ormai alle spalle una tra le estati più calde che si ricordino. Il pensiero corre subito alle temperature torride ed al pericolo siccità con i quali i mesi estivi ci hanno accompagnato. Eppure, nel periodo appena trascorso, il nostro pianeta non ha conosciuto soltanto un surriscaldamento climatico, ma anche un globale innalzamento delle temperature politiche internazionali e geo-strategiche come non se ne conoscevano dai tempi della guerra fredda trasformatasi, a Nord del 38° parallelo, in pace calda. Anzi caldissima.

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Le 2 Coree e il 38 parallelo

Il dittatore nord-coreano Kim Jong Sun, ha infatti continuato imperterrito ed incurante dei moniti da parte della Comunità internazionale, i suoi esperimenti balistici con missili a media e lunga gittata accompagnati, questa volta, anche da un esperimento nucleare sotterraneo che è stato capace di provocare un’onda sismica pari a 6.3 di magnitudo della scala Richter. Ma non basta. Il rampollo terzogenito della dinastia Kim, ha anche annunciato, per bocca del suo ministro degli esteri all’Assemblea Generale dell’ONU, che i tempi sono ormai maturi per far esplodere nell’Oceano Pacifico una bomba nucleare all’idrogeno (H). Insomma, l’escalation aggressiva del regime di Pyongyang, all’indirizzo di Stati Uniti, Giappone e Sud-Corea, si è lasciata alle spalle le sole invettive verbali per salire decisamente di rango, mostrando di poter colpire con armi proibite non soltanto Tokio e Seul, ma lo stesso territorio statunitense, sia pure non incorporato, a cominciare dall’isola di Guam nell’arcipelago delle Marianne, avamposto militare strategico americano nel Pacifico, con la base aerea di Andersen.

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L’annunciata e per nulla affatto solo promessa (visti i precedenti) esplosione nucleare nel Pacifico da parte di Kim Jong Sun, sia pure al solo scopo dimostrativo, sarebbe in grado con molta probabilità di causare comunque danni indiretti alle installazioni americane, dovuti alla ricaduta radioattiva e/o a quella EMP (Electro-Magnetic Pulse) disarticolando gli apparati elettronici dei sistemi d’arma e non ultimo le infrastrutture elettriche ed idriche nell’intero arcipelago.

Satelliti spia, batterie antimissile Thaad (Terminal Hig Altitude Area Defense) installate in tutta fretta in Sud-Corea, ricognizione aerea da parte dei bombardieri B-1B Lancer, con i quali è equipaggiata tra gli altri la base aerea di Andersen, sono al momento la risposta americana a quello che è ormai diventato qualcosa di molto più pericoloso di semplici provocazioni da parte del regime di Pyongyang, mentre il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si è limitato recentemente a decidere una ’non decisione’ per bypassere i veti di Cina e Russia (riluttanti) alleati storici della Corea del Nord. La prima indisponibile a rinunciare ad uno dei suoi partner commerciali più prossimo; la seconda, per dirla in termini geo-strategici, per ribadire la sua contrarietà di sempre agli scudi stellari di reaganiana memoria. In pratica c’è stato un annacquato inasprimento da parte dell’ONU, delle sanzioni economiche proposte dall’America, in termini di ulteriori limitazioni nell’import di greggio e nell’export manifatturiero.

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Direi ben poca cosa per curare un caso, solo apparentemente, psichiatrico.