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VISITA ALLA GAY-ODIN, ANTICA CIOCCOLATERIA NAPOLETANA

Storica azienda, orgoglio e vanto di Napoli
giovedì 1 giugno 2017 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Curiosità
Argomenti: Cibo, Nutrizione


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ll 19 Maggio 2017, un’interessante visita guidata alla “Gay-Odin” di Napoli ancora una volta ci ha resi più consapevoli e attenti alle eccellenze campane, spesso trascurate e poco conosciute per dar costantemente spazio ad aspetti negativi.

La Gay-Odin, storica fabbrica situata in un antico palazzo liberty in via Vetreria, produce in modo artigianale una gamma raffinata e gustosa di cioccolato.

La sua storia risale alla fine dell’800, quando Isidoro Odin, giovane cioccolatiere piemontese di origine svizzera, si trasferì nel quartiere napoletano di Chiaia dove aprì la prima elegante bottega in via Toledo, inaugurando poi nel 1922 la fabbrica di via Vetreria.

Il suo ottimo cioccolato fu subito apprezzato dai napoletani in un’epoca di fine ‘800 in cui Napoli rappresentava un vero e proprio centro culturale, come Londra, Parigi, Vienna, ritrovo di intellettuali e artisti europei.

Isidoro Odin, sposato con Onorina Gay (da cui deriva il nome dell’azienda Gay-Odin), nel 1890 comprò in via Nicotera una splendida villa antica che nel 1600 era parte di palazzo Cellammare. Odin riportò villa e giardino agli antichi splendori, ma alla sua morte tutto cadde di nuovo nell’abbandono finché suo nipote, Franco Decker, ereditò da suo nonno la villa e fece di quel luogo un angolo di paradiso, un pezzo di storia come l’antica cioccolateria.

Oggi negli eleganti negozi Gay-Odin si possono ammirare e gustare un’infinita varietà di “nudi” (cioccolatini non incartati), piccoli capolavori della cioccolateria napoletana, come cozze, taralli, vesuvietti, barrette al peperoncino, al pistacchio, cremini, tripolini, scorzette, rosette e quant’altro. Un discorso a parte merita l’inimitabile “cioccolata foresta”, deliziosa nel suo sciogliersi lentamente in bocca, con le sue mille sfoglie sottili che ricordano la corteccia di un albero.

Negli anni sessanta l’azienda Gay-Odin passò alla famiglia Castaldi: il passaggio non apportò cambiamenti nel metodo di lavorazione, poiché Isidoro continuò ad aiutare Nino e Giulio Castaldi. In seguito essi affidarono al nipote, Giuseppe Maglietta, l’amministrazione dell’azienda, che la curò per circa 50 anni. Dopo la sua morte, a dirigerla è sua moglie, la dott. Marisa del Vecchio.

Insegnante di matematica per molti anni, come ella stessa afferma, ha trascorso la sua infanzia a calata San Francesco al Vomero, nella bella villa dei nonni, a quei tempi circondata ancora da campagne. Dopo aver conseguito un diploma in ragioneria, si laureò in Economia e Commercio. Negli anni ‘60 incontrò Giuseppe Maglietta che diventò suo marito.

Dopo la morte di Giuseppe, Marisa lasciò l’insegnamento per amministrare l’azienda, cominciando a studiare tutto sul cacao, le sue proprietà e le migliori miscelature. In un’intervista ha affermato: ’L’umiltà è la qualità che più apprezzo in ogni persona. Solo dopo aver imparato il più possibile sono entrata nell’industria Gay-Odin. Tra macinatori, macchinari misteriosi e operai in divisa. La nostra produzione è distribuita in 12 negozi, due dei quali a Roma e Milano. Da sempre puntiamo alla qualità delle materie prime, impastandole in antiche ricette, ancora segrete. Il cacao utilizzato è il criollo, la stessa qualità che Cortes portò in Europa nel 1528, le nocciole di Giffoni, le mandorle di Avola e il latte di origine francese.

L’armonia col personale è fondamentale. Alcuni lavorano con noi da molti anni. Sono loro i veri e propri artisti del cacao. Nessuna crisi per la cioccolateria, anzi nei picchi di produzione tocchiamo i 30 quintali al giorno. Moltissimi sono clienti. Uno dei più affezionati è il presidente Napolitano che qualche anno fa ci chiese di produrre un particolare cioccolatino a forma di tricolore. Il risultato piacque così tanto, che ne fu posto un piattino pieno su ogni tavolo del Quirinale, durante la cena di gala del 2 giugno, Festa della Repubblica’.

Presidente del Club Soroptimist, Marisa Del Vecchio, ama la sua città ed è una cittadina attiva che dà il suo valido contributo alla valorizzazione degli aspetti positivi di Napoli e alle eccellenze campane, dedicando spazio in particolare alle abilità e creatività femminili.

P.S.

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare il sito. www.gay-odin.it