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Agosto 2017



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Ultimo aggiornamento
1 agosto 2017   e  
16 agosto 2017



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Le ErmEstEtiche di Luigi Ontani

L’arte come inafferrabile spazio costruito dal pensiero
giovedì 1 giugno 2017 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Nella splendida cornice di Palazzo Carpegna e in occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2015 assegnato a Luigi Ontani, l’Accademia di San Luca presenta la mostra SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstEt’tico, aperta dal 17 maggio al 22 settembre 2017. L’onorificenza annuale fu istituita dal Presidente Einaudi nel 1951, con l’intento di fregiare artisti, pittori, scultori e architetti segnalati dall’Accademia.

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Luigi Ontani

Luigi Ontani ha ideato un’esposizione di opere che ripercorre la sua carriera artistica: dai tableaux vivants dei primi anni 70 fino alle ultime ErmEstetiche, alcune inedite e create espressamente per la mostra.

Si comincia al piano terreno con i famosi tableaux vivants iconografie viventi che l’artista assume su di sé come simulacri, assumendo le effigi di figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui: Leonardo, Raffaello, San Luca (Fig. 01). Seguono alcune realizzazioni degli anni 80, in altri materiali come la cartapesta, il legno, la ceramica e il vetro di Murano attraverso cui l’artista traspone in scultura il tema della maschera e dell’ibridazione di idoli (i Vizicapitelli) (Fig.02), Libreria in legno profumato ricoperta in ceramica (Fig.03), gli specchi che diventano ragnatele decorate con vetro di Murano. (Fig.04)

Si continua lungo la rampa barocca borrominiana dove le erme o canopi di Ontani, sistemate nelle nicchie, richiamano un tempo sospeso che dialoga in modo armonico tra la percezione spiraliforme della curva che si attorciglia in infiniti giri attorno ad un punto, e l’immobilità delle erme, quasi sculture antiche, ieratiche, visioni metamorfiche. Ontani, come afferma Ester Coen, riesce ad afferrare ed assimilare la dimensione temporale degli spazi cavi della scalea e, disponendo con naturalezza le sue creature chimeriche, inventa una concreta struttura icastica in un idioma che trascende i limiti dell’immantinente.

Luigi Ontani varca con la sua arte, il portale borrominiano carico dell’immagine di medusa dai capelli serpentiformi e dalla bocca spalancata -simbolo di miti esiodei e di altre mitologie- non come una discesa negli inferi, ma come l’ascesa guidata dalla dolcezza del pendio. Le erme o canopi con la loro simbolica funzione, appaiono come statue scolpite, immagini di unione-opposizione, bifronti di personaggi celebri, di associazioni mentali, di maschere famose.

In Ontani sembra preponderante il concetto di “ambiguo” ma nel senso di un duplice spunto di veridicità e non come esclusivo strumento interpretativo. I pieni e i vuoti tra l’architettura borrominiana e l’arte di Ontani si compenetrano sottolineando l’impossibilità di fissare la verità in canoni, mostrando la doppia entità che la natura tende a conciliare negli opposti e mostrando uno spirito di ricerca per ciò che è oltre la parvenza fisica.

Ecco allora che le sue ErmEstetiche, teste e busti su pilastri diventano una tipologia antica reinterpretata secondo la fantasia creativa dell’Artista che dichiara: “L’arte mi contento di rappresentarla così come le immagini arrivano alla mia mente, senza doverle spiegare”.

AdrianAntinoo, AlDialettica, BonaventurArte (Fig. 05), Borghese, Erma dell’Arma con GianoDiavolAngelo, NuvolarPiloTazio (Fig. 06), NeronEros, Giano che contempla De Chirico e Savinio, PavonDante (Fig.07), PitAllegorica, SebastianoCentauro, DinoCampana (Fig.08) si alternano nell’esposizione, a quadri di immagini (Fig. 09) che attraverso una tecnica di sovrapposizione di negativi si tramutano in caleidoscopiche strutture tridimensionali come nel CentauroSaggittAureo, che rimandano continuamente all’Io dell’artista il quale interpreta ogni volta un simbolo, una maschera, una metamorfosi continua che trasmuta la figura in qualcosa d’altro da sé che è infine sintesi di un processo. Osservandole ci sembra di avventurarci in viaggi immaginari nel tempo e nello spazio che rendono mobile la fissità e diventano il contraltare e lo specchio della rigidità delle erme misteriose o canopi a cui si contrappongono.

Luigi Ontani ha scelto, come sottolineato da E. Coen, di esprimere il suo immaginario e la sua verità nella immedesimazione di sé, nella trasposizione delle forme in desiderio, nell’anelito verso un ideale al di fuori dai canoni estetici prefigurati e, l’arte è lo strumento per mostrare l’illusorietà della verità che non sia quella artistica, priva di ombre, dove si condensano l’inafferrabile, l’inaccessibile e l’astratto.