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Michelangelo: Un foglio e due capolavori

La straordinaria scoperta dello schizzo a matita nera, rinvenuto sul retro del disegno del Sacrificio di Isacco
lunedì 1 maggio 2017 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Nella ricorrenza del Natale di Roma, i Musei Capitolini espongono per la prima volta al pubblico un disegno di Michelangelo Buonarroti mai visto finora. Si tratta della scoperta recente avvenuta in Casa Buonarroti a Firenze, dove è conservato il cospicuo corpus di disegni michelangioleschi, durante il restauro de Sacrificio di Isacco, capolavoro grafico realizzato dal Maestro nel 1530. Il disegno, uno schizzo a matita nera, è emerso sul retro dello stesso foglio utilizzato da Michelangelo per realizzare il famoso Sacrificio di Isacco, e nel momento dell’asportazione di un controfondo che, in passato era stato posto a protezione del disegno stesso. L’artista aveva realizzato uno schizzo su uno dei due lati del foglio e poi, girando lo stesso, lo aveva ricalcato con una matita rossa ancora visibile sul contorno della composizione del Sacrificio di Isacco che, da molti anni fa parte della collezione di Casa Buonarroti.

Il Sacrificio di Isacco resterà esposto nella Sala degli Arazzi, dal 22 aprile al 7 maggio 2017, e se ne potranno ammirare le due versioni realizzate sul fronte e sul retro del medesimo foglio, accanto ad esso sarà esposto un altro famosissimo disegno realizzato dall’artista toscano nel 1535, la Cleopatra. Anche questo disegno infatti, svelò la seconda Cleopatra nascosta nel controfondo nel 1988 e sarà anche questo esposto sia nel fronte che nel retro, in una cornice grafica bifronte, in modo che se ne possano misurare le due versioni contemporaneamente.

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Sacrificio di isacco - Recto
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Sacrificio di isacco - Verso

Controversa collocazione cronologica ha avuto il Sacrificio di Isacco; secondo alcuni, tra cui Steinmann, si pensava ai tempi della Sistina, il Dussler si spingeva oltre, agli anni del Giudizio Universale; mentre di diverso parere è la maggioranza degli studiosi come il Tolnay che lo collocava ad anni in cui Michelangelo si trovava impegnato nella fabbrica di San Lorenzo (1524-1525) supponendo una grafica tra questo capolavoro e i rilievi che avrebbero dovuto decorare le tombe dei papi medicei Leone X e Clemente VII.

L’opinione di Berenson e di Paola Barocchi colloca l’opera alla metà degli anni Trenta, sostenendo che il tratto avvolgente del disegno, pienamente leggibile nonostante qualche ripasso più tardo, rivela una fase matura e sembra preannunciare il movimento tormentato del Giudizio Universale. A rinforzare questa tesi, la notazione del 1964 di M. Vittoria Brugnoli, recentemente ripresa dallo Gnamm, che evidenzia nel disegno una memoria di Filippo Brunelleschi. Il confronto con la celebre formella brunelleschiana del concorso del 1401 per la seconda porta del Battistero di Firenze, rivela analogie così numerose e significative da fare di questo disegno un omaggio ad un artista ammirato dal Buonarroti. Il confronto con la celebre formella brunelleschiana del concorso del 1401 per la seconda porta del Battistero di Firenze, rivela analogie così numerose e significative da fare di questo disegno un omaggio ad un artista ammirato dal Buonarroti.

Infatti nel disegno è presente sul lato sinistro l’ariete sacrificale quasi accucciato e l’incontro di sguardi tra l’angelo e Abramo e l’atteggiamento di difesa disperata del ragazzo, particolari che fanno coincidere il centro drammatico della composizione nel raffronto tra le due opere. A questo vi è un particolare interessante che non era stato mai preso in considerazione e cioè che la formella era facilmente visibile a Michelangelo ai tempi del suo impegno laurenziano, in quanto dal 1432 era collocata come sportello nell’altare della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, come indicato tra gli altri da Pietro Ruschi. Michelangelo aveva perciò la possibilità di “copiare” l’opera dal vivo e, per evidenziarne la tridimensionalità della scena a cui si ispira, l’artista la ruota notevolmente con effetto prospettico.

Come spiegato da Pina Ragionieri, per tre decenni direttrice della Casa Buonarroti e oggi Presidente di questa istituzione, si tratta dell’esposizione dei due eventi più rilevanti verificatisi durante i lunghi anni in cui, la medesima, ha lavorato per la Fondazione Casa Buonarroti e sono di grande importanza poiché si tratta di due disegni della collezione di disegni di Michelangelo che hanno svelato altri due disegni sicuramente autografi dello stesso accendendo il focus sull’importanza degli interventi conservativi. Quello di Olivetti tra il 1988 e il 1989, che si fece carico del restauro della Cleopatra, e quello più recente, dell’Associazione MetaMorfosi che, nel 2016, ha permesso un intervento conservativo de Il Sacrificio di Isacco, rivelatosi poi particolarmente prezioso per la scoperta di un ormai rarissimo inedito di Michelangelo.

La Mostra “Michelangelo: capolavori ritrovati” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Fondazione Casa Buonarroti, con l’organizzazione dell’Associazione Culturale MetaMorfosi e di Zètema Progetto cultura, è un omaggio della città Roma che porta il segno inciso nella storia della mano del Maestro: Piazza del Campidoglio, Palazzo Farnese, la Basilica di San Pietro, Santa Maria degli Angeli, la Cappella Sforza, Porta Pia.

P.S.

Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio – Roma
Dal 22 aprile al 7 maggio 2017
Tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it