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Rubrica: CINEMA


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Un grido di rabbia e di dolore
domenica 19 marzo 2017 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità


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Non è soltanto il titolo del famoso film di Comencini del 1960, ma è anche il grido di rabbia e di dolore che echeggia nelle zone terremotate dove migliaia di persone attendono un modulo abitativo o, peggio, non sanno ancora quale sarà la loro futura destinazione, dal momento che gli alberghi della costa adriatica non li ospiteranno più data l’imminenza della stagione estiva.

- E la tanto promessa ricostruzione, dove è finita?

- Certamente un parlamento vuoto di fronte alla discussione sul decreto di “fine vita” o, al contrario, troppo impegnato a votare sulla decadenza o meno del senatore Minzolini o, peggio, in continua lotta per i vitalizi dei suoi membri, non può interessarsi di chi ha perso tutto, dei paesi che non esistono più, della cancellazione di strutture rase al suolo: sarebbe chiedere troppo!

- Certi vergognosi comportamenti si commentano da soli.

- Mi riferiscono che in alcuni paesi dell’entroterra marchigiano, la burocrazia non permette nemmeno di riparare “A SPESE PROPRIE” l’abitazione danneggiata dalle terribili scosse che hanno devastato intere regioni: tutto sembra immobile, mentre continuano visite in loco e promesse da parte di un governo che, probabilmente, finge di non accorgersi che il nostro Paese sta letteralmente “cadendo a pezzi”.

- Altro che elezioni!

- Nemmeno quelle, per ora, servono da stimolo per agire e, come è avvenuto negli ultimi decenni, altri interessi e altre inutili priorità hanno e avranno la precedenza sui veri e drammatici problemi del territorio. Povera Italia e poveri Italiani costretti a subire tante e continue ingiustizie da chi, impunemente, antepone i propri interessi a quelli della comunità che li ha preposti alla guida del nostro Paese, fidandosi delle loro vuote promesse.