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Bottelhousebath 1994

Hundertwasser: Schön und Gut.

La mostra al Buchheim Museum
mercoledì 1 febbraio 2017 di Luciano De Vita

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Questo articolo è la seconda parte dell’articolo Buchheim Museum

Lothar-Günther Buchheim quel 12 dicembre 1967 non c’era a Munich-Schwabing. Il suo cuore sarebbe saltato di gioia quando Friedensreich Ftwasser entrò affiancato da due belle studentesse d’arte nude, anche lui altrettanto completamente nudo, per tenere il suo ’discorso nudo per il diritto alla terza pelle’ Nacktrede für das Anrecht aus die dritte Haut“. Questa è la frase con cui inizia il catalogo della mostra ed è questa l’immagine che, assieme al testo del discorso, si trova all’ingresso delle sale d’esposizione.

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Nacktrede für das Anrecht aus die dritte Haut
Discorso per il diritto alla terza pelle

La mostra temporanea (22/10/2016-05/03/2017) allestita al Buchheim Museum “Hundertwasser: Schön & Gut” ha una lunga storia alle spalle che risale ai rapporti tra Hundertwasser e Lothar-Günter Buchheim, conosciuto come editore di libri d’arte, ma soprattutto sostenuti da una affinità di visione di approccio verso l’arte, una relazione di stima, amicizia e apprezzamento reciproco, che è durata per oltre 30 anni. Entrambi curiosi di tutto, sognatori, alla ricerca del bello in qualsiasi manifestazione dell’uomo e della natura, sostenitori di una creatività auto-diretta Hundertwasser e Buchheim, fratelli in spirito. Hundertwasser stimola le persone a farsi la loro casa per vivere in un ambiente contornato da colori e forme personali che mettano in risalto la loro individualità. Buchheim che vuole vivere immerso in un mondo fantastico e raccoglie tutte le forme d’arte in cui inciampa che gli permettano di viverci immerso, finché dopo svariati tentativi riesce a creare il museo il suo della fantasia.

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Lothar-Günther Buchheim
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1954 Hundertwasser

La mostra su Hundertwasser ci introduce in un altro mondo rispetto all’Espressionismo tedesco. Un mondo lontanissimo dalla angoscia esistenziale, molto più utopico e fantastico, caratteristico di questo poliedrico artista, principalmente pittore, ma molto orientato ad una architettura fantasiosa ed ecologica per il rispetto della natura e dell’uomo. Le circa 125 opere presentate spaziano dal 1951 al 2000 e quindi viene praticamente presentata tutta l’opera di Hundertwasser, famoso in tutto il mondo, dalle Americhe alla nuova Zelanda, ma meno noto in Italia, nonostante abbia lavorato e abitato anche a Venezia e fatto mostre in varie città italiane. Ma andiamo con ordine e vediamo chi era.

Chi era Hundertwasser, nato Stowasser?

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Stowasser. Heiligenkreuzerhof Gate - Wien 1943
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Stowasser. Selbstbildnis 1947

Friedrich Stowasser è nato a Vienna nel dicembre 1928 in una famiglia modesta da madre ebrea e padre ariano, morto dopo circa un anno, che ha manifestato talento artistico molto precocemente. Nel 1938 con l’annessione dell’Austria al Terzo Reich, si è trovato ad avere a che fare con le leggi razziali, per cui doveva fregiarsi degli orpelli della gioventù hitleriana a cui la madre lo aveva arruolato per non farsi deportare, quindi con la guerra si era rifugiato in campagna dove si guadagnava il sostentamento facendo il contadino. Ha avuto di conseguenza una istruzione frammentaria, ma fu affascinato dalla vita a contatto con la natura, per cui decise che l’arte era la sola via per esprimerne la bellezza.

Dopo gli esami per la Matura nel 1948 ha frequentato per pochi mesi l’Accademia delle Belle Arti viennese dove ha appreso le tecniche per l’osservazione e del disegno sia del corpo che della natura. Le mostre a Vienna di Walter Kampmann (1887-1945) e di Egon Schile (1890-1918) ebbero una influenza decisiva su di lui, per le espressioni plastiche di una bellezza pacifica in cui egli intravedeva uno scorcio di un altro mondo, come trovandosi immerso in una sinfonia di colori.

Hundertwasser si è formato come artista sostanzialmente da solo tramite le sue ricerche e frequentazioni e tramite i suoi numerosissimi viaggi, che con la fama si sono moltiplicato. Nel 1949 in Italia, poi a Parigi nel 1950 dove conduceva una vita spartana, praticamente senza soldi. Lavorando una giornata presso un contadino otteneva 10kg di grano con cui campava 3 mesi fiero della sua indipendenza. Poi con il pittore parigino René Brô (1930-1986), divenuto suo intimo amico per tutta la vita, ebbe modo di frequentare, confrontarsi ed ispirarsi con tanti artisti internazionali d’avanguardia confluiti a Parigi nel dopoguerra. Sempre in movimento ha viaggiato in Marocco, Tunisia, poi in Brasile in Africa, tante volte in Giappone, Nuova Zelanda dove ha anche abitato, aperto a cogliere gli stimoli ovunque.

Nel 1949-50 ha cominciato a delinearsi un suo stile pittorico e avendo scoperto che “Sto” nelle lingue slave vuol dire “cento”, trasformò il suo cognome in Hundertwasser con cui firmava i suoi lavori, nome con cui è universalmente conosciuto. In Italia mi sembra ancora poco noto, così ché ad esempio in lingua italiana su internet si trova molto poco e su Wikipedia/it c’è solo una biografia abbastanza limitata, soprattutto orientata ai suoi lavori sull’architettura.

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Francobollo con motivo a Spirale

Nel 1952 per la sua prima personale presso Art Club Vienna tiene il discorso di apertura dove delinea la sua visione non conformista “Il mio desiderio di liberare me stesso dal generale Bluff della nostra civiltà.’ Nel 1953 stimolato documentario ’Images de la Folie’ del regista italiano Enrico Fulchignoni scopre nella SPIRALE il soggetto principale della sua opera, che ritroviamo in quasi tutte le sue opere e rappresenta un suo segno distintivo.

Alla fine degli anni ’50 la sua fama è consolidata e comincia ad essere invitato e a ricevere premi in varie parti del mondo, Brasile, Giappone, ecc.

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1962 Hundertwasser sposa Yuko Ikewada

Gli organizzano mostre ed lo invitano come professore ospite a tenere lezioni in varie Accademie d’arte dove tiene discorsi sempre meno ortodossi sull’arte e sull’architettura, condite da ardite idee ecologiste.

Nel 1962 sposa la studentessa giapponese Yuko Ikewada con la quale è tornato dal successo di Tokio con la Transiberiana in Europa e con la quale va a vivere alla Giudecca a Venezia. Qui partecipa alla Biennale nel padiglione austriaco.

Nel 1964 a Feldafing sul lago di Starnberg conosce Lothar-Günther Buchheim e sua moglie Diethild, con il quale pubblicherà la sua prima monografia a colori delle sue opere.

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1972 Olympische Spiele München
1972 Manifesto per le Olimpiadi di Monaco

Nel 1966 il regista austriaco Ferry Radax produce il primo documentario su Hundertwasser.

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Ein Baummieter
L’alberi-inquilino

Nel 1971 sviluppa il poster manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Monaco, di triste memoria per gli attentati subiti. Nel 1972 pubblica il manifesto “Il diritto della finestra - obbligo dell’albero”. Nel 1973 partecipa alla Triennale di Milano dove fa piantare 15 “alberi inquilini” nelle finestre delle case di Via Manzoni.

Quindi sempre in viaggio “scopre” la Nuova Zelanda, dove si installa, comprando del terreno, praticamente l’intera vallata Kaurinui, costruendosi una casa con una parete di bottiglie di verto, dove ha vissuto e lavorato a contatto con la natura.

Nei decenni successivi passa di successo in successo, con mostre e riconoscimenti ovunque. Nel 1977 parla a Parigi all’UNESCO sull’ambiente, progetta una bandiera della pace per la Terra Santa con una falce di luna verde e una stella di Davide blu, e pubblica il suo Manifesto per la Pace.

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La casa di Hundertwasser a Kaurinui in Nuova Zelanda
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Friedensfahne
la bandiera per la pace Isdraelo-Palestinese proposta da Hundertwasser
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1980 Washington Hundertwasser Day

Vari stati, tra i quali in primis l’Austria, gli commissionano disegni per i francobolli. L’ONU nel 1983 in occasione del 35° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Nel novembre 1980 a Washington viene celebrato il ’Hundertwasser Day” e pianta i primi 15 alberi di 100 in Judiciary Square.

Nel 1983 a Vienna viene collocata la prima pietra della ’Hundertwasser House’, dove troviamo che nel 1984 Hundertwasser lavora nel cantiere, benché viva tra la Nuova Zelanda, Tahiti, Venezia e la Normandia, presso i suoi pied-à-terre che ha comprato negli anni. Nel febbraio 1986 la ’Hundertwasser House’ è consegnata agli inquilini e attira migliaia di visitatori.

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1983 Francobollo per l’ONU
Anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo 1948-83
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1987 Hundertwasserhaus
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Kunsthaus Wien
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L’artista è molto impegnato dalle commesse per la ristrutturazione di edifici in varie parti del mondo, tra le quali la ricostruzione della chiesa Santa Barbara a Bärnbach e la ristrutturazione della centrale di teleriscaldamento di Spittelau a Vienna.

Il suo impegno ecologista lo trova sempre pronto a sostenere con espressioni artistiche e violenti manifesti tutte le campagne contro i sopprusi alle popolazione o al loro habitat in tutto il mondo.

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Santa Barbara a Bärnbach
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Enciclopedia Brockhaus
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1999 Martin Luther Gymnasium a Wittenberg ristrutturato da Hundertwasser

Nel 1991 si apre la mostra permanente di Hundertwasser al Kunsthaus Wien.

Gli impegni per le mostre e per le manifestazione, riempiono pagine e pagine della sua biografia. Mi domando come facesse ad essere sempre presente in tutte le città del mondo che vengono elencate ed a lavorare! Infatti si occupava di tantissime cose, tra cui la forma delle targhe delle auto austriache, tessere telefoniche, francobolli. Trasmissioni televisive a destra e a manca illustrano le sue opere, i progetti e le realizzazioni architettoniche. Disegna le copertine della famosa enciclopedia tedesca Brockhaus, progetta una sua Bibbia che verrà realizzata nel 1995. Prepara i disegni per il rimodellamento del che verrà realizzato negli ultimi anni del secolo.

Nel febbraio 2000 è morto sulla nave per insufficienza cardiaca mentre rientrava in Europa proprio dalla Nuova Zelanda, dove è sepolto “ecologicamente” secondo il rito Maori In un “giardino dei morti felici” sotto un albero di tulipani.

Spero di essere riuscito a dare una idea del personaggio, e quindi possiamo passare a vedere il contenuto della mostra

La mostra Hundertwasser: Schön und Gut al Buchheim Museum

Come accennato all’inizio, la mostra presenta un quadro abbastanza completo della sua attività, dai quadri ai tanti grafici, dalle tappezzerie ai manifesti ambientalisti, con una decina di modelli di architettura rivoluzionaria sia dal punto di visa stilistico che ecologico, per concludersi con una toilette perfettamente funzionante che genera humus e un depuratore d’aria a base di piante vegetali (realizzati in Nuova Zelanda dall’artista).

Il titolo della mostra “Huntdertwasser: Il Bello e il Buono” a me ricorda il noto καλὸς καὶ ἀγαθός dell’ideale greco dove la bellezza equivale ad una buona condotta morale, ovvero per Platone è (o dovrebbe essere) la virtù dei sapienti e degli intellettuali e io lo vedrei bene applicato a Hundertwasser, ma con gli adattamenti dei detti alle lingue non si è mai sicuri di conoscere quali significati hanno preso certe espressioni. Ad esempio l’artista stesso scoprì molto dopo il suo cambio di nome che in dialetto tirolese la pronuncia “Stowasser” equivale a “Stauwasser” e poteva voler dire “acqua stagna” o qualcosa di simile!

L’ingresso alla prima sala, come detto all’inizio, è dominato dalla gigantografia con la foto e con il testo del lungo discorso tenuto in occasione dell’inaugurazione della sua mostra alla Galerie Richard R Hartmann a Monaco di Baviera, il12 dicembre 1967 “Discorso nudo per il diritto alla terza pelle”

Chiaramente una provocazione dell’artista che aveva costituito il gruppo Pintorarium con altri suoi amici artisti Arnulf Reiner e Ernst Fuchs, contro la architettura razionalista, funzionale e uniforme con la quale si stava ricostruendo nei dopoguerra in Europa. Il discorso è una requisitoria molto violenta, e fatta a braccio, contro l’establishment degli architetti e contro la gente che accetta passivamente tutto per paura di perdere qualcosa. Pensavo di allegarne in appendice una traduzione, ma lo ritengo inutile, in quanto troppo lunga e in una lingua parlata spesso ripetitiva. In sintesi i concetti chiari e sintetici sono riportati qui sotto.

L’uomo ha tre pelli: la sua epidermide, i suoi vestiti e l’edificio in cui abita o lavora. L’abbigliamento e le costruzioni hanno subito negli ultimi secoli uno sviluppo non più in sintonia con la natura e le esigenze del singolo, sul quale con la massificazione della società si scaricano stress sproporzionati. Occorre quindi reagire e protestare contro questa violenza e combattere per correggere questa tendenza dell’architettura. Hundertwasser ha ripetuto un paio di volte questo tipo di esploit nudo a Vienna nel gennaio 1968 dove presso la casa dello studente di Vienna ha schizzato inoltre le pareti con inchiostro di china nero e rosso, per rendere più “umano” e fantasioso il luogo che lui riteneva una prigione a cui erano sottoposti gli studenti i quali avrebbero dovuto ribellarsi. È immediato riconoscere che eravamo nel momento della grande ribellione del ’68 del ‘900 contro gli stereotipi, che ha influenzato fortemente il nostro modo di vivere soprattutto nel mondo occidentale.

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Scorcio di una sala della mostra di Hundertwasser
Al centro si nota la Toilette a humus

Dopo la gigantografia si entra nella mostra vera e propria dove la maggior parte del percorso è caratterizzato dalle pareti di colore rosso, come si può vedere dalle immagini prese dall’alto.

Ogni lavoro è corredato da una etichetta dove è indicata e la tecnica con la quale è stato costruito. Ma molti hanno anche una seconda etichetta dove è riportata cosa rappresenta secondo Hunderwasser.

Sfortunatamente non mi è possibile riprodurre e tradurre le singole presentazioni delle opere che ho fotografato, come invece è riportato nel catalogo stampato.

A titolo di esempio ho riportato la legenda della prima diapositiva.

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TITOLO: “Città verde” Realizzata con “Tecnica mista: acquarelli, tempera a uovo, Olio e lacca su carta preparata con gesso e polivinile, incollata su tela con colla vinilica per carta da parati e con foglio di alluminio incollato con Pattex.
PRESENTAZIONE: "Immagine architettonica urbana. Il traffico di pedoni e di auto è sotto l’erba, la natura e le arcate alberate Da sopra non è possibile vedere la città perché anche i tetti e la terra sono totalmente piantate. Sembra stare in un paesaggio di boschi. È simile al lavoro 699. Le case sono appese sotto i prati "Si può come pittore sognare un’architettura che poi viene realizzata realmente. Sono contento di esser un pittore e non un architetto." Friedensreich Hundertwasser.

Anche questo slideshow è fatto con le mie riprese fotografiche dirette, che in questo museo sono consentite purché giustamente non si usi il flash che oltre a poter creare problemi alle opere, soprattutto dà fastidio agli altri visitatori, maleducati che non hanno neanche imparato a escluderlo dal loro apparecchio.

Debbo dire che nonostante io abbia visto parecchie mostre su Hundertwasser, in varie parti d’Europa, ho trovato molte opere nuove che non conoscevo, sia come soggetto che come esecuzione.

Modelli e realizzazioni architettoniche di Hundertwasser.

Nel Buchheim Museum sono esposti anche una decina di modelli architettonici di costruzioni progettati, alcuni dei quali sono stati realizzati in varie città del mondo. La maggior parte dei modelli è raccolta in una piccola sala, illuminata solo da faretti. Le mie foto di questi modelli sono mostrate separatamente dal resto degli altri lavori esposti.

Ma secondo me le idee architettoniche di Hunderwasser vanno viste dal vivo nel mezzo delle città. Cosa egli intende per architettura “umana”, dove le finestre della nostra casa sono gli occhi attraverso cui vediamo il mondo di fuori, mentre dall’esterno costituiscono i nostri occhi come sono visti da chi guarda da fuori e che caratterizzano il nostro aspetto, non può essere sfuggito a chi ha avuto l’opportunità di visitare Vienna. Il condominio popolare di Kegelgasse 36-38 del 1986, o il KunstHausWien del 1991 dedicato all’artista in Unter Weisserbergstrasse 13, oltre all’inceneritore di mondezza con teleriscaldamento ristrutturato da Hundertwasser nel 1992, sono diventate mete turistiche “obbligatorie” e illuminanti.

Comunque per i curiosi nello slideshow riportato qui sotto, ho raccolto su internet, senza obbligo di completezza alcune costruzioni di Hunderwasser realizzate nel mondo.

P.S.

NOTA Le foto indicate con (*) sono tratte dal siti del museo, tutte le altre sono dell’autore dell’articolo.
Le foto fisse si ingrandiscono cliccandoci sopra

BIBLIOGRAFIA

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HUNDERTWASSER SCHÖN & GUT

HUNDERTWASSER SCHÖN & GUT di Daniel J. Schreiber, (BuchheimVerlag 2016)

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Hndertwasser Tascen

HUNDERTWASSER di HArry Rand (Benedict Tascen Verlag 1993)

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Hnderwasser La raccolta dei sogni

La raccolta dei sogni Hundertwasser di AA.VV. (Swiridorf Verlag, Art Forum Würth 2008)

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Hnderwasser KunstHausWien

Hnderwasser KunstHausWien AA.VV. (Taschen 2004)