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EARTH DAY 2016 E COP21

Storico accordo sul clima firmato da 171 paesi
domenica 1 maggio 2016 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Attualità
Argomenti: Mondo
Argomenti: Natura


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Nella Giornata Mondiale della Terra, il 22 aprile 2016, al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York, i leader di 171 paesi hanno firmato l’accordo sul clima raggiunto con la Cop21 di Parigi (XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici).

Nel discorso di apertura Ban Ki-Moon, segretario generale dell’ONU, ha affermato che “mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi e, ancor più contenerla entro 1,5 gradi, è una corsa contro il tempo”. In effetti lo storico accordo rappresenta solo un’importante tappa verso il raggiungimento dell’obiettivo, poiché per farlo entrare in vigore occorre che sia ratificato anche nelle singole nazioni.

È davvero urgente, dunque, fermare il “global warming” mettendo un freno ai combustibili fossili e puntando su energie rinnovabili, per evitare immani catastrofi naturali che sempre più stanno mettendo a rischio la vita stessa sul pianeta Terra.

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Ban Ki Moon
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J. Kerry e la nipotina
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Matteo Renzi

Il presidente francese François Hollande è stato il primo a firmare e il segretario di Stato americano, John Kerry, ha firmato con la nipotina in braccio, un gesto significativo per sottolineare il senso di responsabilità verso le future generazioni.

Hanno rappresentato l’Italia il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e il premier Matteo Renzi che ha sottolineato l’importanza storica dell’evento, un evento in cui per la prima volta la sala prestigiosa dell’ONU, spesso piena di “divisioni”, è diventata un posto di “visioni” positive della comunità internazionale, capace di offrire un messaggio di responsabilità, apertura e speranza.

Alla cerimonia era presente anche l’attore Leonardo Di Caprio (vincitore del premio Oscar 2016 per il film “Revenant” e Messaggero di Pace dell’ONU) che ha usato toni forti in un serio discorso rivolto ai presenti, mettendo in evidenza la gravità della drammatica situazione che richiede provvedimenti urgenti, prima che sia troppo tardi. Personalmente ritengo molto più articolato ed interessante un precedente discorso dell’attore che risale al 2014.

Ecco il discorso in americano riportato su YouTube (la traduzione è riportata in appendice).

E così, concludendo, tanto per calarci un attimo nella quotidiana realtà italiana, mentre a New York si tenevano i suddetti nobili discorsi, a Genova il petrolio inquinava mare e fiumi per un malaugurato incidente, incrementando il numero di tanti episodi simili accaduti in varie parti del mondo. Al di là di tanti discorsi, pertanto, ci auguriamo che in futuro anche noi punteremo sempre più sulle energie rinnovabili, malgrado il mancato raggiungimento del quorum all’ultimo referendum su petrolio e distruttive trivellazioni lungo le nostre coste o in territori più adatti all’agricoltura.

Ci renderemo conto forse che il turismo, “vero petrolio” italiano, potrebbe rappresentare una grande risorsa per il nostro “Bel Paese”, benedetto da Dio per il clima mite e le incomparabili bellezze naturali e ammirato in tutto il mondo per il suo meraviglioso patrimonio storico-culturale e artistico, nonché per varietà di tradizioni regionali, cibi e vini eccellenti inclusi. Altro che petrolio!!

P.S.

Traduzione del discorso di L. Di Caprio all’ONU nel 2014

“Grazie, Signor Segretario Generale, Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri. Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica. Come attore “fingo” per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi.

Credo che l’umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, succede a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano. Sappiamo che non sia così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi nel clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell’oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell’Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche.

Niente di tutto questo è retorica, niente è isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l’industria e i governi lo sanno, anche il corpo miliare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l’ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo – forse più di ogni altro incontro nella storia umana – deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui … o sarà la storia ad accusarvi. Occorre essere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala. Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perché la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo. Adesso è il nostro momento di agire. Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perché l’economia stessa morirà se muore il nostro eco-sistema

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L. Di Caprio
Messaggero di Pace dell’ONU

La buona notizia sta nel fatto che l’energia rinnovabile non solo è una politica economica realizzabile ma buona. Le nuova ricerche mostrano che nel 2050 l’energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti, creando milioni di posti di lavoro. Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L’aria pulita, l’acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ‘ il nostro obbligo morale, anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L’umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall’evoluzione cosciente della nostra specie.

Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi. Onorevoli delegati, leader del mondo, io fingo per vivere, ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l’impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso. Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà. Grazie”