INFORMAZIONE
CULTURALE
Novembre 2020



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5485
Articoli visitati
4446543
Connessi 6

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
28 novembre 2020   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Rubrica: EVENTI


SORELLA TERRA a Palazzo Braschi

Una mostra di National Geographic sulla nostra casa comune, ispirata all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco
venerdì 1 gennaio 2016 di Nica Fiori

Argomenti: Mostre, musei, arch.
Argomenti: Religione


Segnala l'articolo ad un amico

Oltre 60 immagini straordinarie di National Geographic, realizzate da circa 40 fotografi internazionali, aiutano a capire meglio il nostro mondo nella splendida location del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Sono già diversi anni che National Geographic Italia propone delle mostre a tema sul nostro pianeta e questa volta il titolo “Sorella Terra. La nostra casa comune” si rifà chiaramente all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco.

Come ha raccontato il curatore Marco Cattaneo nella presentazione alla stampa, nello scorso agosto la redazione di National Geographic ha pubblicato un réportage esclusivo sul papa, realizzato da Dave Yoder, e subito dopo è arrivata l’enciclica, che nelle parole sembra riassumere perfettamente la missione della Society, che è quella di “ispirare, illuminare, insegnare” agli uomini il rispetto verso il pianeta Terra. In concomitanza con il Giubileo della Misericordia, con la Conferenza sul clima che si è appena conclusa a Parigi e con la suddetta enciclica, è nata, quindi, l’idea di abbinare alle fotografie relative al Papa, quelle di altri fotografi per realizzare questa mostra di grande attualità, promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Protagonista è la Madre Terra, chiamata “Sorella” alla maniera francescana, che ci accoglie tra le sue braccia con grande amore, ma che “protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”, secondo le parole di papa Bergoglio.

E in effetti la mostra esalta la bellezza, come nella grande composizione fotografica di Stephen Wilkes che sembra un Eden, tanto è ricca di animali africani, ma anche la fragilità e la sofferenza di questo nostro pianeta in pericolo. Dalle abitazioni distrutte dalla sferza degli uragani Ivan e Katrina in Alabama, in una foto di Tyrone Turner, ai bambini tra i rifiuti portati dal fiume nel centro di Manila, nelle Filippine, in uno scatto di George Steinmetz, alla chiatta che trasporta acqua potabile in una zona colpita da un ciclone nel Bangladesh, fotografata da Jonas Bendiksen, dal bambino che dorme in una scatola di cartone che gli fa da culla in Guatemala (foto di Jodi Cobb), al ragazzo che trasporta un pezzo di carbone nell’accampamento di minatori in cui vive, in India (foto di Robb Kendrick), ai migranti somali che alzano al cielo i loro cellulari sulle coste di Gibuti per captare il segnale gratuito (foto di John Stanmeyer), la Terra viene attraversata in lungo e in largo nei vari continenti per evidenziare i cambiamenti in atto, sociali e ambientali.

Il testo del papa (246 paragrafi suddivisi in 6 capitoli) sottolinea che “la terra è ferita, serve una conversione ecologica” e non si rivolge solo ai cristiani, ma “a ogni persona che abita questo pianeta”, evidenziando lo sfruttamento selvaggio della natura, l’esaurimento delle risorse naturali, la perdita delle biodiversità, il deterioramento della qualità della vita e molte altre ferite. Si tratta di una vera e propria esortazione al rispetto della natura con profonde implicazioni etiche, sociali ed economiche, oltre che spirituali.

Un testo che evidenzia tra le altre cose “la stretta relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta e la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso, invitando a cercare nuovi modi di intendere l’economia e il progresso e sottolineando le gravi responsabilità della politica internazionale e locale”, come scrive Marina Conti, caporedattrice di National Geographic Italia.

L’obiettivo fotografico coglie con diverse sfumature i danni compiuti dall’uomo, il degrado ambientale e sociale, le sofferenze dei migranti. “È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa”, si legge nel passo dell’enciclica che commenta alcune immagini che ci colpiscono al cuore perché esprimono il pathos di un’umanità sofferente, e allo stesso tempo l’amore e la tenerezza dei fotografi che le hanno scattate.

Papa Francesco, raffigurato in mostra in alcuni memorabili scatti di Dave Yoder (in particolare davanti alla Cappella Sistina e in preghiera presso il Muro del Pianto a Gerusalemme), ci invita giustamente a salvaguardare la nostra casa comune, mettendo da parte gli egoismi, lo sfruttamento dei più deboli e le diversità culturali, religiose e razziali, perché è l’unica possibilità che abbiamo di salvare il genere umano.

P.S.

SORELLA TERRA la nostra casa comune

Museo di Roma Palazzo Braschi, ingresso da piazza Navona, 2 o da piazza S. Pantaleo, 10
Dal 22 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 Orari: dal martedì alla domenica, ore 10-19 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietto mostra: intero 4€, ridotto 3€; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info: tel. 060608
www.museodiroma.it www.museiincomuneroma.it