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Settimo non rubare (Parte seconda)

Cronache da Gomorra
domenica 1 novembre 2015 di Michele Penza

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Italia


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Sto disteso in un lettino d’ospedale sonnecchiando in attesa della consueta visita mattutina quando una notizia dal telegiornale mi fa sobbalzare: Polizia e G. di F. sono entrati in forza e stanno effettuando perquisizioni, controlli ed arresti nelle sedi dell’Ospedale Israelitico di Roma, proprio quello dove mi trovo ricoverato da qualche giorno.

Quando arrivano i medici non faccio loro domande nel merito, per discrezione, ma si legge nei loro occhi e nel loro atteggiamento tutta l’angoscia e la preoccupazione che li travaglia. Mi dispiace sinceramente per loro perché in questo posto, dove è la prima volta che capito, sono stato trattato con sollecitudine, umanità e cortesia e Dio sa quanto raramente mi sia capitata una cosa del genere nelle mie molteplici esperienze precedenti. JPEG

Più tardi giungono ulteriori notizie e telefonate che mi chiariscono meglio la situazione. In realtà ciò che accade oggi e viene a mortificare la dedizione e la buona volontà di questa brava gente, cui sono grato per ciò che fanno e ciò che sono, dà esattamente una immagine in scala ridotta della realtà italiana: l’ospedale, come del resto il paese, è dominato da una dirigenza e una struttura amministrativa che confermano il vecchio e mai smentito adagio che il pesce guasto puzza dalla testa. Il nostro male conclamato è la presenza di una borghesia indecente, di una classe dirigente corrotta e inadeguata.

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Mastrapasqua

Nella fattispecie si tratta di una banda di amministratori e sanitari capeggiati da un certo Mastrapasqua, illustre personaggio ben noto su queste scene.

In un posto dove da sempre è più facile vedere la Vergine Maria che un buon posto di lavoro questo gentiluomo ne ha trovati non so esattamente quanti, mi sembra una ventina, tutti in una volta!

Praticamente doveva cambiarne uno al giorno, considerato che una ventina sono anche le giornate lavorative mensili. E non parliamo poi di mansioni e di qualifiche rivestite. Mica faceva il fattorino! Direttore generale o Presidente, comunque lautamente retribuito.

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Avete mai visto la sua foto? Non so perché alla sua immagine associo automaticamente quella di un topo alloggiato in una forma di Parmareggio! Se vedete un tipo così accanto a voi nella metro vi viene spontaneo l’istinto di poggiare la mano sul petto per controllare se il portafoglio c’è ancora. Eppure, eccolo qua, è sempre in auge. Lo ricordate Poggiolini? Certo, chi se lo può scordare! Beh, questo è anche più bravo.

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Poggiolini ieri

Un Giotto che ha surclassato il suo Cimabue.

E’ tanto ormai che me lo chiedo e non so trovarmi una risposta. Come abbiamo fatto a cadere così in basso? Chi è che propone, supporta, spinge e mantiene in alto simili figuri? Peccato che Cossiga sia morto, perché lui queste risposte sapeva e voleva darle.

Una volta quelli della Massoneria ci fornivano i Mazzini, i Garibaldi, adesso ci regalano i Mastrapasqua! Possibile che anche loro non abbiano di meglio da offrire? Un po’ di decoro, che diamine, tiriamoci su le brache!-