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Le Repubbliche partigiane. Esperienze di autogoverno democratico.

Presentazione alla libreria “Il seme”
domenica 1 giugno 2014 di La Redazione

Argomenti: Guerre, militari, partigiani


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Il libro Le Repubbliche partigiane. Esperienze di autogoverno democratico (a cura di Carlo Vallauri, Laterza, 2014) dopo le presentazioni a Milano (presidente dell’Anppia ing. Guido Albertelli, professori Arturo Colombo – autore della recensione sul “Corriere della Sera” – Giorgio Galli, Martio Artali) e alla Casa della Memoria di Roma (Giovanni Sabbatucci e altri storici), è stato illustrati alla libreria “Il seme” di Roma. Sono intervenuti numerosi studiosi e giovani che hanno partecipato al dibattito, coordinato da Gustavo Credazzi e introdotto da vallauri curatore del volume che ha messo in rilievo il valore delle prime operazioni militari effettuate sin dalla primavera del ’44, quando si combatteva ancora sulla linea gotica. Le formazioni partigiane combattenti (appartenenti alle divisioni e brigate Garibaldi, Matteotti, Giustizia e Libertà) costituirono una autentica sorpresa per l’occupatore tedesco ma anche una novità per le forze alleate che nei piani approntati per l’Italia non avevano considerato possibile la partecipazione alle operazioni militari di una generazione di “ribelli” italiani in nome della libertà e dell’antifascismo.

Si spiega quindi il significato autentico della spontanea decisione di impegnarsi direttamente in uno sforzo di volontà e capacità di lotta. Appena liberate alcune zone dalle truppe naziste si provvedeva a realizzare comunità civili e democratiche (le prime dell’Italia che usciva dal ventennio dittatoriale) in grado non solo di gestire il potere locale ma anche di provvedere alle principali necessità di organizzazione e vettovagliamento, mentre si organizzavano autonomamente in appositi organismi innovatori le donne e i giovani e contemporaneamente si pubblicavano giornali dai nomi significativi “La libertà”, “Il partigiano”, “La lotta, “Il patriota”, e così si riuscì ad instaurare un nuovo tipo di cosciente partecipazione popolare a cominciare dal rinnovamento del sistema scolastico, sostituendo le norme fasciste impostate sul primato della forza, con il richiamo al valore dei diritti, conculcati per 20 anni, rinnovando la scuola, con l’istituzione della media unica, insieme ad altre importanti scelte, in nome della democrazia acquisita spontaneamente giorno per giorno: tra l’altro venne decisa l’abolizione della pena di morte, che esclusa nel periodo liberale prefascista (legge Zanardelli), era stata rispristinata dal regime mussoliniano. Chiese e canoniche continuarono a svolgere normalmente le loro funzioni.

Tutti questi sorprendenti eventi sono rievocati nel libro che spiega dettagliatamente cosa avvenne dal Piemonte alla Liguria, alla Lombardia, in Carnia e nel Friuli, diffondendo così una coscienza rinnovata e diffusa a livello popolare. Il dibattito è stato coordinato dal giornalista Gustavo Credazzi e numerosi interventi si sono registrati nel vivace dibattito che ne è seguito.

Hanno assistito alla presentazione i prof. Manieri, Bartocci, Sorti, Paola Valvo lo storico Fausto Fonzi e l’editore ing. De Vita e la direttrice di“Scena Illustrata” prof. Silvana Carletti, la giornalista Giovanna Colombo nonché il nuovo presidente della Enciclopedia Treccani, prof. Franco Gallo (già presidente della Corte Costituzionale), numerosi insegnanti dei licei del quartiere.

L’incontro si è svolto in un clima di estrema semplicità e cordialità, ed hanno illustrato i contenuti del libro, oltre al prof. Vallauri e all’ing. Albertelli, i ricercatori F. Fanizza, P. Saija, S. Annibali.

Altre presentazioni in diverse biblioteche, da quella del Senato a vari centri di studio, facendo così conoscere le vicende delle prime fasi dell’azione partigiana, dalle Langhe alla Val d’Ossola, a Montefiorino, Bobbio, all’alto Po Pavese, alla Carnia, al Friuli occidentale: organizzazioni ancora in fieri ma capaci di colpire il nemico e dare avvio alla formazione di nuovi piccoli centri di aggregazione civile, subito dopo l’azione militare diretta. Ebbero luogo interventi complessi per salvaguardare le condizioni di vita, l’inizio delle pratiche democratiche (elezioni popolari): il lettore ha così modo di verificare la sorprendente e, nello stesso tempo, la semplicità dello svolgersi di quei primi fenomeni di aggregazione sociale democratica, sul piano civile, mediante la creazione immediata di un sistema politico rappresentativo, sorprendente per l’ampiezza del fenomeno, pur essendo appena caduto il fascismo e con la disponibilità di tante persone decise ad operare subito concretamente per porre le prime basi per l’avvio della trasformazione della società italiana. Si vede così in senso concreto il farsi della democrazia, la conquista dei diritti di libertà, di partecipazione È una documentazione inedita, chiara, precisa, su argomenti spesso non conosciuti nei loro particolari.

Va messo in rilievo la constatazione che numerosi partecipanti nei dibattiti sul libro hanno messo in evidenza come grazie all’iniziativa di una minoranza coraggiosa e decisa l’Italia seppe allora uscire con fermezza, dignità e impegno da quella situazione disperata: un insegnamento e un monito che acquista oggi particolare valore quando la salvezza del paese richiede, ancora una volta, un comune sforzo di volontà collettiva per uscire da una disastrosa situazione sul piano economico e per le condizioni di gravissimo disagio per milioni di persone, mentre crollano i precedenti status.

Ne sono seguite nei giorni seguenti altre presentazioni alle biblioteche di storia moderna e contemporanea (prof. Vincenzo Russo, Umberto Gentiloni Silveri, Luigi Scoppola Iacobini) e del Senato. Il libro è stato fatto conoscere anche a New York, in un incontro con la partecipazione di uno degli autori, la prof.ssa Fiammetta Fanizza.

Vedi anche sul sito CRITICI PER CASO il resoconto della mattinata

Sulla presentazione del libro a Milano vedi pubblicato a febbraio 2014.