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INTERVISTA A SHARON STONE

a Roma per il film “BASIC INSTINCT 2”
domenica 19 marzo 2006 di Silvana Carletti

Argomenti: Interviste


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Incontriamo Sharon Stone, dopo la proiezione del film “Basic Instinct 2” che ripercorre la storia di Catherine Trammell, la famosa scrittrice di gialli, coinvolta in un varie vicende di misteriosi delitti.Con il solito irresistibile fascino, Catherine coinvolgerà varie persone, confondendo le acque e lasciando il finale in sospeso, dopo numerosi colpi di scena. Un thriller psicologico ad alta tensione, dominato dalla bellezza e dalla ambigua personalità di una donna, affetta, secondo lo psichiatra Michael Glass ( David Morrisey) da “sindrome da rischio”, per cui ogni cosa è possibile e ogni situazione pericolosa deve essere vissuta intensamente. L’attrice americana, reduce da Londra, ove ha presentato con grande successo il film, non smentisce, nel modo più assoluto, la fama di bellezza perfetta e di grande fascino che la caratterizza da sempre. Le chiediamo:


-  Che cosa è cambiato in questo film, rispetto al primo?
-  Nella vita, tutte le cose cambiano. Ad esempio, con gli anni, tutto diventa più lento, più ponderato, anche se certe sensazioni si fanno più intense. Nel film, la protagonista è come un vampiro: in perenne osservazione degli altri,veloce e lenta allo stesso tempo e senza scrupoli.
-  Quanto ti ha impegnato l’interpretazione di questo personaggio?
-  Ho dovuto fare uno studio psicologico profondo per immedesimarmi in Catherine, una figura femminile che cerca sempre i lati oscuri delle persone e si diverte a metterli in luce.
-  E’ vero che sono state tagliate diverse scene nella versione europea?
-  Si, sono state tolte delle scene del rapporto Catherine e Denise .(A tale proposito, ci risulta che le attrici Alessandra Martinez,Vanessa Gravina e Monica Bellucci si erano rifiutate di interpretare il ruolo di Denise che prevedeva un bacio saffico).
-  Sappiamo che ci tenevi molto a questo film;come lo hai seguito?
-  Ho lavorato con il regista Michel Caton-Jones per la sceneggiatura e nella realizzazione di alcune scene. Inoltre mi sono interessata personalmente del cast, dei costumi e persino delle acconciature dei capelli.
-  Che cosa pensi della sessualità?
-  Penso che sia una cosa naturale, da non colpevolizzare. Anche la nudità è una cosa naturale ed è errato crearsi dei grandi problemi. E’ più brutto vedere un sedere cadente, piuttosto che un bel nudo. Non bisogna avere paura né vergogna di mostrarsi.
-  E’ difficile essere un “sex symbol?”
-  Il personaggio di Catherine mi ha fornito sicurezza. Non ho mai creduto di essere bella, ma soltanto carina. Anche se sono stata top model e attrice per molti anni, solo con il film “Basic instinct” sono riuscita ad ottenere un rapporto più forte con me stessa e a valorizzarmi maggiormente, anche perché, in questi ultimi anni, è cambiato il modo di considerare e trattare la donna. Comunque, è faticoso essere una “sex symbol”. Ricordo che c’era sempre un po’ di imbarazzo iniziale da parte degli uomini che incontravo, ma poi, la situazione si normalizzava.
-  Quanto pensi di assomigliare a Catherine?
-  Molto poco. Nella vita, io sono una donna normale, con due figli, un marito e conduco una vita simile ad altre donne. Per interpretare il ruolo di Catherine, ho dovuto faticosamente allontanare parti importanti di me, rendermi credibile, diventare cattiva e senza scrupoli. Non è stato facile...
-  Che cosa pensano gli psicanalisti americani di questo film?
-  Quando uscì “Basic instinct 1” ci furono dei commenti diversi;per questo film, non ci sono state ancora delle critiche.
-  Sappiamo che sei molto impegnata nel sociale...
-  Si, dedico gran parte della mia vita ad opere di solidarietà. Sono da poco tornata da Gerusalemme, ove ho partecipato a varie iniziative per la pace nel mondo e per l’assistenza medica e scolastica dei bambini. Devo dire, inoltre, che Israele è un paese meraviglioso e anche le popolazioni del luogo sono fantastiche. Anche l’aiuto ai malati di AIDS è molto importante. Pensate che ogni minuto, muore una persona per questa malattia. Comunque, non basta aiutare economicamente chi soffre;occorre anche amare il prossimo e comprenderlo. Ad esempio, mettere a disposizione la fama e la popolarità che si hanno per aiutare gli altri

-  Sharon, tu sei bella ed intelligente. Quanto ti ha aiutato l’intelligenza nella carriera?
-  Non è facile essere intelligenti. A volte si rischia di non essere amati e compresi. Bisogna usare l’intelligenza in modo saggio.
-  Nel film Catherine è ossessionata dall’amore per il rischio. Tu come sei?
-  A me piace correre dei rischi, ma non in modo eccessivo. In Israele, ad esempio,abbiamo sorvolato in elicottero le anse del fiume Giordano a pochi metri di altezza, con virate a zig zag da brivido e mi sono divertita...

Salutiamo Sharon Stone, augurandole il massimo successo per questo ultimo film e tanta serenità per la sua vita di donna e di attrice.