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LE DIMISSIONI DEL PAPA … PIÚ CHE SALUTARI!

Limiti d’età per i futuri pontefici?
mercoledì 13 marzo 2013 di Rodolfo Carelli

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Religione


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Dopo sei secoli non possono che dirsi epocali le dimissioni di Papa Benedetto XVI. “Più che salutari” perché vanno ben oltre l’innegabile motivazione addotta delle inadeguate condizioni di salute rispetto agli enormi impegni della Chiesa Universale.

Il Papa non ha fatto mistero del fatto che la sproporzione è accresciuta a dismisura per un clima di divisioni interne alla Chiesa, arrivando a dire che la “deturpano” sfigurandone il volto e l’anima, fatto tanto più grave per un’istituzione chiamata a testimoniare la buona novella in controtendenza rispetto ad un mondo afflitto da immense piaghe materiali e spirituali.

Molti fanno risalire l’ipotesi di dimettersi a più di un anno fa ed evocano la durissima prova costituita dallo scandalo della pedofilia in alcuni ambienti delicatissimi, come i seminari ed il mondo giovanile in particolare, scandalo a cui si è aggiunta l’aggravante di un silenzio complice di chi avrebbe dovuto intervire e non lo ha fatto. Va riconosciuto a Benedetto XVI la fermezza nel portare alla luce le responsabilità e fare chiarezza contro complicità ed omissioni arrivando, com’è accaduto negli USA ed in particolare nella Diocesi di Los Angeles, alla rimozione dall’incarico del Vescovo. Una misura questa sposata insieme ad un’altra, fino ad allora inconcepibile in ambito ecclesiastico, cioè quella di configurare come un dovere morale andare oltre le misure previste dal codice canonico e sporgere denuncia alle autorità civili competenti nel territorio per promuovere un fronte comune contro le piaghe morali che attentano all’integrità della persona umana.

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Dimissioni
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Wall Street Journal

Nella sua ultima visita in Inghilterra con spirito ecumenico Benedetto XVI ha incontrato e stretto la mano a donne sacerdotesse della Chiesa protestante. Sicuramente gli sarà tornata in mente l’espressione evangelica “La messe è tanta, gli operai sono pochi”. Non credo che il Papa non sia stato attraversato dal dubbio di una grave omissione della Chiesa, quella di tener fuori dal sacerdozio l’altra metà del cielo e dell’umanità.

Scontata l’obiezione: ”Se Gesù lo avesse voluto, avrebbe incluso anche qualche donna tra gli Apostoli, se non lo ha fatto deve esserci una ragione. La ragione infatti è il contesto storico in cui Gesù ha vissuto, un contesto gravemente limitativo del ruolo sociale delle donne, mentre nell’intera vicenda umana di Gesù gli episodi più toccanti e significativi vedono al centro le donne, iniziando con l’annuncio a Maria e finendo con l’angelo che dà la notizia dell’avvenuta resurrezione in primo luogo alle donne recatesi al sepolcro.

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Tornando alle dimissioni di Benedetto XVI è lecito domandarsi se il suo esempio possa incidere al punto di comportare una modifica sostanziale qual è quella della introduzione di un limite di età anche per il pontefice, così come è previsto quello dei 75 anni per i vescovi. L’uomo comune si chiede come sia concepibile il limite per i vescovi che debbono prendersi cura di una diocesi e non prevederlo per il Papa alle cui cure è affidata la Chiesa universale.

10000000000000C0000000C8F35B003BLa risposta non può ricondursi ad una ragione plausibile ma va collocata in un disegno istituzionale che culmina nel dogma dell’infallibilità del Papa, non più primus inter pares, come richiede tra l’altro un’autentica vocazione ecumenica, ma investito direttamente dall’alto. Non a caso nel Concilio Vaticano II esplose con forza il valore della collegialità nella conduzione della Chiesa senza deleghe in bianco una volta per tutte.

Il proposito espresso dal Papa “starò nascosto al mondo” non intende solo tranquillizzare chi teme una diarchia di fatto tra due pontefici, con l’ex che rischia di oscurare il nuovo Papa. L’intento di Benedetto XVI è anche quello di sottolineare, diversamente dal suo predecessore, Giovanni Paolo II, di volersi sottrarre ai mass-media e riservarsi per la parte restante della sua vita al colloquio diretto col Padre che lo attende.