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Balcani, Una storia di violenza? (Carocci editore)

LA VIOLENZA E I BALCANI in un saggio di Petrungaro

Storia d’Europa
mercoledì 2 gennaio 2013 di Carlo Vallauri

Autore del Libro : Stefano Petrungaro


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Studioso di storia sociale europea, Stefano Petrungaro ci presenta in Balcani, Una storia di violenza? (Carocci editore) un ampio panorama della contrastata vicenda dei Balcani dall’Ottocento ad oggi, offrendo la possibilità di una riflessione sulle tragedie che quella penisola ha subìto a causa di costanti lotte provocate dalle differenze religiose, etniche e politiche che hanno diviso e dividono ancora quei popoli.

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Stefano Petrungaro

E muove la sua analisi da una esperienza di anni recenti come quella drammatica di Sarajevo, precisando tra l’altro il ruolo che hanno rispettivamente le città e le caratteristiche del valoroso popolo dinarico, entrando nel vivo dei suoi spazi geografici, dalle montagne alla campagna con le loro poliedriche vicissitudini, specie dei contadini croati e serbi che nell’Ottocento si opponevano ai signori feudali, sino a più recenti fenomeni di trasformazione economica.

Viene messo in particolare rilievo come la “violenza di Stato” abbia rappresentato un filo nero che ha percorso quelle regioni malgrado il tentativo di superare antiche condizioni a favore invece di più moderni modi di sviluppo, a cominciare dai mezzi di comunicazione come le ferrovie. Le comunità musulmane in passato potevano trovare sostegno in guarnigioni ottomane ma sopravvenivano fenomeni violenti che costringevano grandi collettività ad emigrazioni forzate.

Naturalmente il richiamo ad Ivo Andric ricorda le atrocità dei turchi, con le loro barbare amministrazioni che costarono alle popolazioni un ininterrotto tributo di sangue. Ed è di grande interesse il capitolo sui “banditi” (di cui vengono fornite, per epoche diverse, immagini significative fotografiche): forme endemiche di banditismo che spiegano la continuità di vicissitudini perigliose. Le composizioni e scomposizioni statuali d’altronde sono all’origine di incertezze e inquietudini che hanno percorso la vita di quei gruppi nell’Ottocento in lotta contro la dominazione ottomana.

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Ivo Andric

Così dalle guerre balcaniche a quelle mondiale è un sopravvenire di battaglie, di repressioni, di odi secolari: la guerra tra civili si ripete tragicamente di generazione in generazione sino a giungere alla pagina tormentata della seconda guerra mondiale con occupazioni militari e rivolte combattute coraggiosamente. Particolare rilievo assumono le iniziative in Jugoslavia e Grecia contro la dominazione nazista che scosse quelle popolazioni sollecitando la loro stessa ragion d’essere: un esempio evidente a tutta l’Europa. E negli anni Novanta trasferimenti di massa, assedi (da Sarajevo a Vukovar) con stragi ripetute, abusi in ogni livello sociale. Lo strazio bellico per l’acquisizione dell’indipendenza da parte delle singole nazionalità ha divorato vite e coscienze di milioni di esseri umani, costretti a dividersi da gruppi con i quali avevano convissuto per secoli. E non dimentichiamo lo straordinario risveglio delle donne alle prese troppo spesso con forme diffuse di violenze sessuali.

Non mancano precisi riferimenti ad esperienze di tutt’altro tipo come nel caso di Medjugorie: speranze rivolte alla ricerca di una esistenza meno preda della forza bruta. La memoria collettiva emerge tuttavia nell’espressione di volontà ferma nel proposito di uscire dalla ferocia per garantire il rispetto delle diverse etnie e delle diverse appartenenze religiose: ecco il modo più evidente per sottrarsi ad un passato di barbarie, di cui è gravida lai storia balcanica, con l’emergere di sentimenti coraggiosi che onorano i tanti che hanno saputo riscuotersi per evitare di essere sommersi: esemplari vicende di etnie, gruppi, centri abitati, nella varietà delle condizioni di vita esposte a ininterrotte manifestazioni di violenza, di cui l’autore presenta una serie di esempi per le diverse regioni.

Infine una esemplare ripartizione bibliografica offre la possibilità di avviare ulteriori approfondite ricerche.