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Rubrica: EDITORIALI


CASA, DOLCE CASA….

EDITORIALE APRILE 2012
domenica 1 aprile 2012 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni


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CASA, DOLCE CASA, ....
…recita un detto, ma quanti possono oggi esprimersi così? Da anni il problema “casa” è stato completamente ignorato e continua ad esserlo ancora.

Nessuno, ripeto nessuno, né il governo, né i sindacati, né le varie associazioni pro cittadini hanno fatto una piega di fronte al “raddoppio” dei canoni di affitto e del prezzo delle case. 10000000000000E60000009D92478655

Dall’entrata in vigore dell’euro, infatti, il costo di un appartamentino di 50 mq a Roma che prima era, in media, 750/800 mila lire al mese (con lievissime flessioni in periferia) è scattato immediatamente ed impunemente a 750/ 800 euro! (L’equivalente di 1 milione e 680/780 mila lire mensili) mentre gli stipendi, le pensioni e i redditi SONO STATI CALCOLATI AL CENTESIMO secondo le nuove regole…

E l’acquisto delle case? Ne vogliamo parlare?

Da un prezzo medio di 4 milioni a mq (parlo sempre delle grandi città) si è passati a 4000 euro (circa 8 milioni di lire) e i mutui contratti dopo l’anno 2000 sono letteralmente raddoppiati, impedendo così ogni possibilità ai giovani, a chi non ha altri beni, a chi si vede sfrattato da Enti e quant’altro.. 10000000000000BB000000834EEA820D

Si, perché anche gli Enti hanno raddoppiato canoni e prezzi di vendita. Persino il Comune di Roma ha stilato un elenco di affitti “concordati”e “agevolati” a prezzi raddoppiati rispetto agli anni precedenti l’infausta ed incontrollata invasione della nuova moneta europea.

La casa è, da sempre, un bene primario ma, evidentemente, governo ed istituzioni se ne sono dimenticati.

Sarebbe indispensabile rivedere la politica delle abitazioni, mettere un calmiere agli affitti e alle vendite, se non un equo canone (che ottenne a suo tempo approvazioni e critiche) un “canone equo” per 1000000000000103000000C246407AAB permettere una dignitosa sopravvivenza a chi vive di un misero stipendio o di una ridicola pensione e deve assistere, da anni e anni, ad ingiustizie e prevaricazioni intoccabili, consolidate nel tempo e riservate a caste privilegiate.

Se non si riconosce tutto questo e non si prendono provvedimenti ad hoc, inutile sperare su di una crescita economica, sulla ripresa del commercio e sul ripristino di una vita normale.Sarebbe ora per qualcuno di svegliarsi dal “grande sonno!”

Adesso, ci si chiede come mai la gente non arriva a metà mese, non riesce ad alimentarsi decentemente, non compera più beni superflui, vive nelle ristrettezze e così via.