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Breznev-Honecker
Il famoso bacio sul Muro alla Eastside Gallery

UN VIAGGIO INDIMENTICABILE

Berlino: Est ed Ovest dopo la caduta del Muro
domenica 4 marzo 2012 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Luoghi, viaggi
Argomenti: Ricordi


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Da ragazzi sognavamo di girare il mondo con una roulotte, liberi di esplorare posti nuovi, senza guide turistiche, senza programmi precisi, con l’unico obiettivo di conoscere altri paesi, di confrontarci con persone di diverse culture. Anche se non abbiamo mai comprato una roulotte, abbiamo comunque realizzato quell’antico sogno con l’aiuto dei nostri amici stranieri che ci hanno offerto tante opportunità.

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Das Branderburgertor

Era il 1990 quando verso la fine dell’estate fummo invitati ad Amburgo da Jan e Rossella, simpatici amici olandesi che si erano trasferiti in Germania. Partimmo subito e con loro visitammo diverse città. L’opulento Ovest del paese ci colpì ovunque andassimo con le sue auto lussuose, negozi eleganti, dimore curate, giardini e parchi pieni di fiori, monumenti antichi. Anche Berlino Ovest ci sembrò in fondo molto simile ad altre città tedesche e dopo un rapido tour ci dirigemmo verso Est, il vero obiettivo della nostra visita.Era trascorso quasi un anno dalla caduta del Muro, avvenuta il 9 novembre 1989.

Così, emozionatissimi, arrivammo davanti alla Porta di Brandeburgo, grande simbolo dell’Unità germanica. Chiusa il 13 agosto 1961 dai sistemi di sbarramento DDR, rimase nella parte Est e fu riaperta il 22 dicembre dell’89. Purtroppo per lavori in corso, era tutta “ingabbiata” e non potemmo ammirarla nel suo pieno splendore. C’erano tante bancarelle sulle quali si vendevano pezzi del Muro come souvenir e anche noi ne comprammo uno.

Rigiravo quel frammento tra le mani e non mi sembrava vero, a mio figlio e a mio marito mostrai il residuo di un vivace, coloratissimo graffito, dicendo: - Puoi mettere in gabbia gli uomini, ma non la loro fantasia, il loro desiderio di libertà -. Mio figlio allora, benché fosse ancora un ragazzino, rispose: - Mamma, anche i tedeschi però hanno fatto cose terribili contro gli ebrei -.

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Claus von stauffenberg
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Caduta del Muro.

Discutemmo a lungo tutti e tre sulla difficile domanda che ci poniamo spesso: “Chi fa la storia?”. Alla fine giungemmo alla conclusione che molti subiscono gli eventi storici, soprattutto i più deboli ed innocenti, oppure quelli che non si piegano che combattono e vengono eliminati con ferocia. Ricordai la Resistenza tedesca, spesso sminuita, e parlai dei giovani della “Rosa Bianca”, che combatterono con coraggio sacrificando le loro vite e l’eroico barone Claus von Stauffenberg che fu giustiziato per aver partecipato ad un attentato contro Hitler.

L’unica vera libertà che forse ha l’uomo è quella di reagire agli avvenimenti con coraggio oppure con paura, schierandosi dalla parte giusta o dall’altra - affermai, soprattutto per aiutare mio figlio a comprendere. Pensai poi all’orrore dell’Olocausto e allargai il campo ad una visione molto più ampia, a tutte le mostruose stragi di cui è capace l’Uomo contro i suoi simili. Quanti olocausti, passati e presenti!

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Porta di Ishtar

Così, quando entrammo nella “Striscia della morte”, nella quale sono commemorati tutti i caduti che avevano cercato di valicare il Muro, sentii un brivido lungo la schiena, una sensazione di freddo, come se dal passato fosse arrivata fino a me la percezione di un’infinita sofferenza.L’abbandonammo in fretta: sentivamo il bisogno di vedere qualcosa di bello, di positivo. Prendemmo un bus turistico per fare un giro tra gli antichi monumenti di Berlino Est.

Ci colpirono il Museo di Pergamo con l’Altare di Pergamo (capolavoro dell’età ellenistica), la porta di Mileto e quella di Ishtar, la Gendarmenmarket, la bella piazza con il Duomo Francese e il Duomo Tedesco, l’imponente Berliner Dome, chiesa barocca degli Hoenzollern. Infine passeggiammo sotto i tigli di “ Unter den Linden”, lo storico viale che collega la porta di Brandeburgo all’Isola dei Musei, lungo il quale si trovano magnifici palazzi, come l’Università di Humbolt (dove studiarono Marx e Engels e insegnarono Eistein e Hegel) e il Teatro dell’Opera.


Berlin Pergamon

L’indomani con la nostra auto ci dirigemmo verso Potsdam, per visitare la reggia (altro capolavoro in sontuoso stile barocco) ma rimanemmo molto delusi: chiusa per lavori in corso. Ben presto ci rendemmo conto che la Germania Est era diventata un immenso cantiere con lavori di ricostruzione e ristrutturazione ovunque. Fu veramente difficile percorrere le strade e le autostrade sulle quali si viaggiava su corsie uniche, mentre nell’altra carreggiata numerosi operai lavoravano alacremente.

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Il Duomo di Berlino

Ci fu un momento di panico quando, per evitare una lunga fila di auto bloccate già da ore, mio marito decise di imboccare una via laterale: ci trovammo da soli in luoghi sconosciuti tra viottoli di campagna, col timore di valicare le frontiere senza passaporto, con la sola carta d’identità. Per fortuna riuscimmo a ritrovare la nostra strada, ma ci attendevano ancora lunghe file e ci mancarono davvero i confort “occidentali” dei nostri autogrill. Le autostrade erano severe, spoglie e costeggiate di tanto in tanto da umili baracche davanti alle quali aspettavano pazientemente tante persone in fila…solo per andare in bagno! Niente caffè, cappuccini, cornetti, pizze, merci varie, souvenir o quant’altro.Uscimmo stanchi ed affaticati dalla Germania dell’Est, ma soddisfatti per aver visto due realtà contrastanti, due mondi diversi, due opposte ideologie.

Eravamo perplessi: da democratici, amanti della libertà ma anche sensibili ai bisogni degli umili e alla giustizia sociale, ci chiedemmo se la Caduta del Muro non avesse rappresentato in fondo il crollo delle ideologie di sinistra e di destra, del comunismo ma anche del capitalismo, rivelatosi spesso incapace di rispetto verso le classi sociali più deboli e soprattutto verso i paesi del Terzo Mondo, devastati da politiche colonialiste.

10000000000000B7000001139E49F808 10000000000000B700000113C1AABF6B Sentivamo forse nell’aria già l’arrivo della globalizzazione che oggi sta condizionando l’Umanità? Non so, ma quel viaggio fu molto istruttivo per tutti e tre, soprattutto per mio figlio e anche in qualche modo per i miei alunni. Quando li rividi, all’apertura del nuovo anno scolastico, mostrai loro un piccolo pezzo del muro di Berlino dicendo: - Cercate sempre di abbattere tutti i “muri” che vi separano dagli altri, siano essi dentro o fuori di voi. Imparate a difendere la libertà, a “scegliere” la strada giusta con coraggio -.

Qualche giorno fa ho ritrovato le stesse idee in un articolo sul nuovo libro di Claude Quètel “Murs - Une Autre Histoire”, in cui l’autore racconta la storia dell’umanità attraverso tutti i Muri che i popoli hanno innalzato fin dall’antichità, dai tempi della Grande Muraglia Cinese ad oggi. Un libro da leggere.

Mi ha colpito anche una recente intervista ad Umberto Eco, pubblicata da “Le Monde”. Dopo aver ricevuto in Francia la nomina di commendatore della Legion d’Onore, lo scrittore ha dichiarato che “LA CULTURA E’ LA VERA IDENTITA DELL’EUROPA UNITA” al di là di tutte le guerre passate e le presenti difficoltà. Lodando l’ERASMUS che ha aiutato tanti studenti universitari a “sentirsi europei”, ha affermato che sarebbe auspicabile un’estensione di scambi culturali a mestieri e professioni di tutti i generi. Una proposta interessante.