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Rubrica: EDITORIALI


SOS PRONTO SOCCORSO ITALIA


giovedì 1 marzo 2012 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità


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Si dice che il grado di civiltà di un Paese si riconosca dai servizi che si rendono ai cittadini, primo tra tutti l’assistenza sanitaria. Da molti anni assistiamo ad uno sfacelo continuato delle principali forme di prestazioni rivolte alla comunità, dalla scuola alla sicurezza, all’ecologia, ai disastri naturali e, soprattutto al servizio più importante di tutti: quello medico e infermieristico, soprattutto se si tratta di emergenze.

I fatti degli ultimi giorni hanno tirato fuori allo scoperto situazioni drammatiche che perdurano da anni e i giornali ricevono migliaia di lettere con testimonianze di malasanità vissute da cittadini infuriati, ma spesso “rassegnati” a subire situazioni al limite della comune decenza. 10000000000000FA00000086FDB4B20A

Parlo degli ammalati ricoverati al Pronto soccorso sui corridoi in lettini o, meglio, in brande messe a terra o ad infermi costretti per giorni a sostare in barelle ricoperti da tele cerate per proteggersi dal freddo. Roba dell’altro mondo!

E poi si spendono milioni di euro per gli armamenti, si sprecano soldi per cose inutili e dannose, si aumentano gli stipendi delle varie caste, si pensa a costruire il Ponte di Messina la cui realizzazione è ferma da tempo, ma che continua a tenere aperti uffici ed organizzazione..

Sono solo alcuni esempi di una politica che fa acqua da tutte le parti. 10000000000000FA000000C054F3DE8B

Il sogno di veder cambiare qualche cosa svanisce ogni giorno di più: che fine ha fatto la promessa del taglio delle tasse? Quando diminuirà il numero dei deputati e senatori di cui l’Italia detiene il record negativo? Perché non sono stati mai fatti blitz presso professionisti che non rilasciano ricevute e dichiarano redditi minimi?

Si insiste tanto sulla riforma dell’articolo 18, ma non si è mai pensato a quanti licenziamenti siano spesso ingiusti ed immotivati e a chi e a che cosa dovrebbe rivolgersi un cinquantenne licenziato senza aver maturato alcun diritto alla pensione e senza alcuna possibilità di rimpiego ?…

Tornando al caos sanità, invece di fare lo scaricabarile continuo, gli addetti ai lavori dovrebbero aumentare le assunzioni e concentrarsi su di un ampliamento di strutture sanitarie esistenti, controllando gli sprechi e, soprattutto, monitorando in tutta Italia edifici costruiti e subito dopo abbandonati, apparecchiature lasciate nei sotterranei e mai utilizzate che denunciano reati gravissimi e perpetuati nel tempo.

Difficile dare ricette adeguate quando l’interesse precipuo di chi è al governo non è spesso esente da scopi personali o, peggio, da menefreghismo ed indifferenza.

10000000000000FA00000093EB601C8A Si dice che l’abbandono o quasi delle riforme della sanità pubblica sia dovuto al favoritismo verso le strutture private cui solo pochissimi eletti possono accedere…. Ed intanto c’è chi soffre e subisce continui disservizi senza poter reagire.

Se la stampa è stata definita un tempo “quarto potere” sarebbe augurabile che tutte le pagine che sono state scritte in questi giorni ottengano una giusta attenzione e provvedimenti urgenti ad hoc. Ma basterà tutto questo a scuotere un immobilismo radicato da secoli?