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Riflessioni e considerazioni

Le trovate della politica per arricchirsi

Finanziamento pubblico ai partiti: il passaggio quasi immediato dalla abolizione della legge al ripristino sotto un altro nome.
lunedì 6 febbraio 2012 di Pietro Rasulo

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


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Facciamo innanzitutto una breve cronistoria di come si sono svolte le iniziative legislative che riguardano il finanziamento pubblico ai partiti politici per poi trarre alcune considerazioni che mi sembrano significative per spiegare l’attuale disaffezione di molti elettori per la politica e la conseguente astensione di circa il 45% dal diritto di voto.

Nell’Aprile del 1993 un Referendum abrogativo promosso dai Radicali, non solo raggiunse il quorum, ma registrò una maggioranza del 90,3% dei voti espressi a favore dell’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. Questo avvenne anche a seguito dei numerosi scandali venuti fuori dall’inchiesta mani pulite sulla cosiddetta “tangentopoli”.

10000000000000C8000000BD7E1DF759Nello stesso dicembre del 1993, quindi senza lasciar passare molto tempo: quando ai politici non piacciono le cose dette dai cittadini si affrettano subito a correggerle, il Parlamento approvò , con la legge n. 515 del 10 dicembre 1993 una norma che stabilì un “contributo per le spese elettorali”.

Per non perdere tempo tale norma fu subito applicata in occasione delle elezioni del marzo 1994 e successivamente nelle elezioni politiche dell’aprile del 1996. Con questa manovra quello che era uscito dalla finestra fu fatto rientrare abbondantemente dalla porta. Ho usato questo aggettivo a ragion veduta, infatti questa legge malandrina eroga questi contributi anche a partiti che esistevano al tempo dei rimborsi e successivamente cessavano o per fusione con altri o per cambiamento di simbolo o per altre ragioni. Non è finita perché se la legislatura si interrompe e si va di nuovo al voto, i partiti prendono sia i rimborsi riferiti alla intera legislatura passata, quindi per 5 anni, sia quelli relativi alla nuova.

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Francesco Rutelli

Questo porta ad una situazione assurda in cui tutti i partiti accumulano un mare di soldi che usano per soddisfare i loro bisogni di grandezza: vedi convention inutili in cui non si decide mai niente, riunioni varie con gli lettori per imbonirli su cose insignificanti ecc ecc. C’è da sottolineare che questa legge famosa del dicembre del 1993 fu votata a larga maggioranza. Allora questa è la vera ragione per cui molto spesso la gente comune dice che alla fine i politici sono tutti uguali.

Fra l’altro questa legge sarebbe passata nel dimenticatoio se non fosse accaduto un fatto eclatante: il senatore Luigi Lusi, targato PD e tesoriere della Margherita, non avesse “usato” per fini personali 13 milioni di euro dei 30 milioni esistenti nelle casse della ex Margherita e provenienti dai famosi contributi elettorali.Ora tutti i politici (ex Margherita e non) e tutta la stampa si affannano a spiegare ed a ricostruire l’accaduto per poi condannare , prendere le distanze, dichiarare in tutte le TV e i giornali la loro completa estraneità.

10000000000000FA000000D3F69AD986Rutelli in particolare rilascia interviste a tutto spiano per sottolineare la sua completa buona fede in questa faccenda. Egli sottolinea in particolare che Lusi è una persona che si era dimostrata integerrima ed affidabilissima per cui egli, da ex Presidente del partito cessato non aveva mai esercitato un controllo del bilancio di questo ex partito.

Premetto che io posso anche credere alla sua completa buona fede ma a questo punto la mia incomprensione per questa gente arriva a livelli massimi. Ma come, da un bilancio di 30 milioni di euro ne spariscono 13 e tutto passa come una operazione regolare. E ancora, ma questa gente che dovrebbe amministrarci e rappresentarci che valore da al denaro? Io dico nessuno perché trattasi di soldi provenienti dallo Stato che a sua volta li ha tolti a tutti i poveri contribuenti. Eppure Rutelli è stato anche sindaco di Roma quindi dovrebbe essere abituato al controllo dei bilanci comunali, in questo caso invece se ne e infischiato altamente.

10000000000000D3000000FABEC5821DRipeto, io credo che egli sia in buona fede, ma per lo meno una grossa responsabilità per non aver vigilato la deve ammettere. Sottolineo che queste somme son state spostate dal fondo del partito alla disponibilità di Lusi con ben 90 bonifici e per parecchi di questi in bilancio veniva inserita la voce bonifici multipli. Ora io dico qualsiasi uomo politico abituato ad amministrare vedendo una voce così opaca ed anche stupida avrebbe dovuto chiedere: “ bonifici multipli? E che vuol dire? Mi si vuol fornire la descrizione dettagliata delle voci di spesa componenti il bonifico?”.

Se questo non è avvenuto è molto grave e dimostra un pressapochismo totale da parte di chi dovrebbe amministrare i nostri soldi. Questo è ancora più grave quando, da un lato si chiedono sacrifici a tutti i cittadini e dall’altro si rubano 13 milioni di euro (che non dimentichiamo sono pari a 26 miliardi delle vecchie lire) in questo modo.

Ora vorrei concludere questo pezzo con due domande ai politici, anche se già so che queste non avranno mai risposte.

La Prima: dopo questo caso di palese latrocinio tutti i partiti parlano di rivedere la legge sui rimborsi elettorali, io chiedo loro: perché l’avete fatta se solo sette mesi prima i cittadini con un referendum si erano dichiarati contrari?

La seconda: perché se qualcuno dice che siete degli incapaci e che ci voleva un governo tecnico per riparare i vostri disastri, vi offendete e lo chiamate qualunquista?