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IL MUSEO IMMAGINATO (Rizzoli 2011)

Una galleria di capolavori

Raccontata dalla penna ironica e graffiante di uno dei critici d’arte più popolari
venerdì 13 gennaio 2012 di M. Elena Canzoni

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Philippe Daverio


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Per usare le parole dell’autore, "l’argomento trattato in questo libro non è la pittura ma i quadri." Così, Philippe Daverio, autore e conduttore di Passepartout, nonchè uno dei più popolari uomini di cultura europei, presenta il primo vero libro illustrato sull’arte.

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Philippe Daverio di Mauro Raponi

‘Il Museo Immaginato’, titolo dell’opera, è un museo immaginato come un palazzo dove ogni stanza corrisponde ad una funzione precisa.

Dove è necessario secondo l’autore mettere in ordine fra i quadri ma non in un ordine cronologico o in un ordine di scuole, piuttosto in un ordine-disordine, ovvero di richiami che ci possono essere tra un dipinto ed un altro”.

In fondo, “ciò che interessa oggi nella storia della cultura è il rapporto tra le cose che conosciamo, per questo il libro è diventato un museo con delle stanze che contengono le opere più importanti del mondo, in questo modo accessibili a tutti …perché nessuno può mettere insieme tanti quadri” , racconta Daverio.

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Marte e Venere
(Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

“Il gioco dell’invenzione d’un museo ideale, un luogo dove le muse possano seguire l’ipotesi d’una idea; un museo necessariamente concreto: ci si cammina, anche se solo virtualmente”.

Guidato dalla sua curiosità e dal suo gusto personalissimo Daverio inventa la sua collezione d’arte, raccontando alcuni capolavori di tutti i tempi, dalla Pala di Brera di Piero della Francesca al Giuramento degli Orazi di David, dalla Nascita di Venere di Botticelli alla Canestra di frutta di Caravaggio.

Opere note e meno note “lette” attraverso lo sguardo Penetrante del critico, che le racconta in relazione al loro contesto o mettendone in evidenza i particolari.

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Lothar Schreyer - Bauhaus meister

E, come si guarda un quadro? Lo si guarda a lungo, scrive Daverio, invitando ognuno di noi ad ‘immaginare’ il proprio museo.