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L’onore d’Italia (Longanesi, Milano, 2011)

IL SACRIFICIO DELLA FOLGORE E LA SCONFITTA DI EL ALAMEIN NELLA RICOSTRUZIONE DI ALFIO CARUSO

El Alamein, 23 ottobre 1942: la Folgore entra nella leggenda
giovedì 1 dicembre 2011 di Carlo Vallauri

Argomenti: Guerre, militari, partigiani
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Alfio Caruso


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Le ricerche di Alfio Caruso hanno consentito di approfondire vicende, momenti, episodi della nostra storia e questo nuovo volume L’onore d’Italia conferma le sue qualità di attento indagatore, in una ricostruzione di quella che è stata più propriamente la generazione del sacrificio di El Alamein. L’autore guarda infatti i protagonisti di quella epica battaglia iniziando a seguire quei giovani sin dalla fase precedente, con l’esperienza estenuante della preparazione e l’attesa di un impegno che s’inserisce nelle contese militari in Africa settentrionale, dove i militare italiani dipendono interamente dai rifornimenti via mare, contrastati duramente dalla flotta britannica.

10000200000000C8000000DF97D9F4A1Dai primi scontri su quel delicato scacchiere all’arrivo di Rommel, quando alle divisioni italiane si aggiunse l’Africa Korps. Il sogno di raggiungere il Nilo svanisce ai primi del luglio ’42 quando la tenace opposizione di sudafricani e indiani blocca la Panzerarma, mentre il generalissimo s’illudeva che gli avversari pensassero addirittura di evacuare Alessandria. Ma essi usufruivano del vantaggio di avere i rifornimenti subito dietro le spalle, mentre gli italiani avevano una linea lunghissima per rifornirsi. Svanisce così la speranza di tagliare la rotabile e la ferrovia alle spalle di El Alamein.

100000000000011600000175CA1467A8Pertanto lo schieramento italo-tedesco deve assumere una posizione imprevista. Le parti si stanno invertendo. Non arrivano i rinforzi promessi. Ma Rommel spera ancora di poter sferrare un colpo passando per la depressione di El Quattara. Si susseguono singoli fatti d’armi nei quali si rivela la superiorità dei mezzi britannici, che hanno la meglio sui singoli reparti italiani. Questi – uno dopo l’altro – subiscono il peso dell’inferiorità strategica. Le truppe tedesche tentano di occupare posizioni più favorevoli, accanto ai reparti italiani già duramente provati. In una situazione sempre più caotica i reparti delle divisioni Trieste, Trento Pavia si battono tenacemente.

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Alfio Caruso

Sul piano più generale si rivela determinate l’errore commesso nel non aver tentato la presa di Malta, per la quale la divisione Folgore si era attentamente addestrata. Ai primi di agosto è Churchill a fare tappa in Egitto, nelle settimane successive la situazione precipita: e Caruso descrive dettagliatamente i vari passi nei quali progressivamente le diverse divisioni italiane danno il meglio delle loro qualità ma la Folgore, che presiede il settore più delicato del fronte, come le altre formazioni, non riesce a contenere i reparti nemici, i quali sono continuamente rinforzati. Disagi e privazioni aggravano le condizioni: quando l’attacco predisposto da Rommel non ha successo, la controffensiva britannica trova i reparti italo-tedeschi sempre meno in grado di resistere. Tutti i rinforzi promessi e sperati non arriveranno mai.

Avanzando dietro le linee i corpi dell’impero interrompono le comunicazioni tra i reparti italo-tedeschi avanzati e la sussistenza. Nuove iniziative inglesi disorientano comandi e reparti in prima linea, e mentre Rommel rientra in Germania l’offensiva decisiva britannica spinge inevitabilmente indietro le divisioni italiane e i reparti tedeschi. Giorno dopo giorno, tra settembre ed ottobre, maturano i colpi decisivi inflitti alle truppe dell’Asse.

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Africa Korps

Il libro spiega molto bene tutte queste manovre e cartine molto chiare illustrano l’andamento delle operazioni tra un dilagare di fuoco: episodi di resistenza di grande valore militare ed umano vengono narrati con dovizia di particolari. Il ripiegamento delle divisioni italiane nell’itinerario meridionale segnerà la definitiva sconfitta. Sono tutte pagine da leggere per riflettere anche sulla diversità d’impostazione tra le due parti in lotta dal punto di vista strategico ed operativo.