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Rubrica: EDITORIALI


PAROLE, PAROLE, PAROLE....

Editoriale Novembre 2011
martedì 1 novembre 2011 di Silvana Carletti

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


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Con il passare del tempo cambiano usi, costumi e, soprattutto, il linguaggio, specie quello comune, quotidiano, corrente. Oltre ad un imbarbarimento della lingua e, soprattutto alla “volgarizzazione” della stessa, intendendo con questa definizione l’introduzione di parole scurrili, spesso sottolineate da gesti e movimenti ad hoc (basti pensare al dito medio o alle corna di cui certi politici fanno largo uso), è facile constatare l’introduzione di parole straniere, specie inglesi, nell’uso quotidiano, le quali fanno parte integrante ormai del nostro idioma, tanto da essere comprese nei nostri dizionari.

Altri termini inglesi sono stati, per così dire “italianizzati”, come, ad esempio “contattare” (da to contact); “chattare” (da chat); bypassare (da by pass); flirtare (da flirt) e così via…

Indubbiamente, il tanto fantasticato “esperanto”inseguito da secoli si sta concretizzando nella lingua anglicana che, giorno dopo giorno, ha invaso popoli e nazioni.

L’uso dell’inglese che ha il privilegio e l’ esclusiva di riunire idiomi di origine neolatina e sassone, è ormai diffuso in tutto il mondo come espressione corrente, oltre che scientifica, tecnica, sportiva, letteraria e diplomatica.

Tornando alle caratteristiche della nostra lingua, è curioso notare come specie nella politica, si ripetano parole e frasi comuni a tutti , direi “bipartisan”ma che, purtroppo, il più delle volte sono vuote e prive di reale corrispondenza.

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Il dito medio di Bossi !

E’ il cosiddetto “politichese”…Qualche esempio?

“Trovare la quadra” di indubbia origine leghista, ma usato da molti (giornalisti compresi)

“Fare la propria parte”impegno che tutti i politici declamano, ma che pochi rispettano

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Berlusconi e le famose corna

“Assumersi le proprie responsabilità” idem come sopra

“Teatrino della politica” espressione colorita, ma, ahimè, efficace.

“Compravendita”termine usato specie per parlamentari che cambiano bandiera.

“Franchi tiratori” per chi osa opporsi al proprio partito non apertamente.

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tafferugli alla Camera

“Falchi e colombe”aggettivo che vuole indicare il diverso atteggiamento adottato dai parlamentari rispetto alle decisioni del partito di appartenenza.

“I furbetti del quartierino” frase significativa coniata da Antonio di Pietro e che rende molto efficace l’immagine di chi riesce a farla franca nei confronti dell’erario.

“Mal di pancia” per indicare un celato dissenso che non si osa dichiarare apertamente.

“Lacrime e sangue” sacrifici imposti da finanziarie che colpiscono (come sempre) i ceti più deboli.

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Di Pietro

“Casta” classe politica che gode di grossi vantaggi intoccabili.

E potrei continuare all’infinito…

Il tutto avrebbe un senso se, a tante parole, corrispondessero altrettante verità ed impegni personali. Purtroppo ciò non avviene e tali espressioni finiscono con il restare vuote, senza un senso definito, mentre scorrono nei vari TG o nei testi dei giornali come mera pubblicità cui siamo purtroppo da molto tempo abituati e che, il più delle volte, ci infastidisce.