Rubrica: EDITORIALI

Tempo di vacanze

EDITORIALE Giugno 2005

giovedì 9 giugno 2005

“O rus quando te adspiciam....quandoque mihi licebit nunc veterum libris, nunc somnio, nunc inertibus horis,ducere sollicitae oblivia vitae!....Come affermava Orazio, le vacanze erano per gli antichi Romani un periodo di distacco dalla “vita stressante della città”, per godersi , finalmente, un meritato riposo. E, come trascorrevano le Feriae i nostri antenati? Al mare, alle terme, in campagna, dedicandosi al benessere del corpo e dell’animo, in un ambiente sano e certamente non inquinato. Per l’uomo moderno, tutto è diventato più difficile: si vive una vita a dir poco agitata, sempre di corsa, tempestati dai rumori, dallo smog, dal voler far tutto e subito, coinvolti in un ingranaggio da cui è impossibile distaccarsi. Così, nella corsa sfrenata alla ricchezza, al potere, al consumismo, le sospirate vacanze finiscono con l’essere, nella maggioranza dei casi, un periodo di nevrosi in cui si scaricano tensioni, aggressività , complessi ed insoddisfazioni, troppo a lungo repressi. Spesso la famiglia, riunita per le ferie, vive situazioni di ansia, di stress, di adeguamento ad un nuovo habitat che richiederebbe un tempo più lungo dei classici 10 o 15 giorni per permettere di ambientarsi e ricevere benefici. Fortunatamente, non per tutti è così. Molti di noi hanno incominciato a servirsi delle “vacanze intelligenti”, evitando i viaggi nei periodi di altissima stagione, scaglionando le ferie nei vari mesi dell’anno, rinunciando a partenze nei giorni di traffico più intenso e cercando, soprattutto, di vivere a contatto della natura, in luoghi verdeggianti e salubri, lontani dalla folla e dal caos. I più giovani, però, non riescono a fare a meno delle spiagge alla moda, delle discoteche, delle notti in bianco, in piena trasgressione da orari e doveri, ma, certamente, per loro, il recupero è più facile e meno condizionato da impegni familiari e lavorativi. Ognuno, insomma, sceglie la vacanza più idonea alla propria situazione. Non si dovrebbe,comunque, dimenticare, il vecchio detto “mens sana in corpore sano” e dedicare il periodo di ferie ad un miglioramento fisico, intellettuale e spirituale che potrebbe certamente aiutarci al rientro, ahimè sempre troppo vicino, in città, ove ci aspetta, inesorabilmente, la vita di ogni giorno.

Silvana Carletti

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Luciano De Vita



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