Rubrica: EDITORIALI

EDITORIALE GIUGNO 2018

CAMBIAMENTO? CHE FATICA!
venerdì 1 giugno 2018

Argomenti: Politica

Ancora una volta sembrava che la “casta” degli imprenditori, delle banche, delle agenzie rating, dei super poteri fosse riuscita ad affossare un governo che, per la prima volta, avrebbe potuto mettere mano all’odiatissimo conflitto di interessi, alle disuguaglianze sociali, alle tasse, all’enorme problema dei flussi emigratori.( Per la cronaca quotidiana, sono sbarcati ieri 2000 profughi…).

Non si voleva dare nemmeno una chance ai due partiti che avevano vinto le elezioni…

Come era possibile passare sopra alla volontà degli Italiani in un Paese che, da sempre si vanta “Democratico” e fa del “Governo del popolo” il suo emblema?

Elementare, Watson, inculcando negli Italiani e in chi doveva dare l’incarico di Governo il “terrore” (ed uso un eufemismo) dell’abolizione dell’euro, della rottura con l’Europa, dell’isolamento e della rovina dell’Italia e dei risparmiatori .

E potrei continuare ancora.

Gli attacchi al nuovo esecutivo che si stava formando erano iniziati molto tempo prima con allarmi, critiche, vignette ironiche e messe in guardia da parte della stampa europea e non solo.

Che strano: un’Europa solo apparentemente unita in cui il Presidente del Parlamento e il Presidente della BCE sono italiani…

Probabilmente, la paura di passare da un governo lassista e molto legato alle banche, ad un esecutivo che proponeva come primo scopo di combattere tutte le ingiustizie fiscali e sociali, doveva proprio turbare i sonni di alcune persone, visto che nel nostro Paese la ricchezza assoluta è in mano di pochissimi soggetti privilegiati…

Così, come al solito, si era fatto di tutto per non modificare la casta e il vecchio sistema, in barba a chi aveva votato quasi all’unanimità un cambiamento di rotta.

Per fortuna, sul filo di lana, si è giunti ad un accordo per un governo politico che, certamente, dà più sicurezza e fiducia.

Ci auguriamo che il nuovo esecutivo riesca a realizzare quanto promesso: le intenzioni e la volontà di rinnovamento che hanno ispirato tutta la campagna elettorale potranno essere un motivo di speranza per un Paese che da troppo tempo, presenta gravissimi problemi di occupazione, di giustizia, di sicurezza e di una, benchè minima, serenità economica.

Foto: il quotidiano.it



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