Rubrica: PASSATO E PRESENTE

BORGES, DORFLES E RENZI

TRA REALTÀ FINZIONI E SPERANZE
sabato 1 novembre 2014

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni

In attesa di pubblicare la recensione di “anticipiamo alcune considerazioni tratte dalla citazione relativa a “Finzioni” di Jorge Luis Borges.

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Il nostro valente scrittore e critico osserva tra l’altro che l’autore argentino più che creare storie e personaggi mette in scena idee ed immagini mentali, dando luogo a una sorta di simbolismo del pensiero astratto. Infatti i suoi protagonisti sono, volta per volta, avvenimenti o brani di una storia, come nel descrivere un uomo che ricordava di tutto ma non sapeva pensare, spiegandoci la possibilità di conoscere ciò che l’esperienza non ci può dare. Borges – aggiunge – promette di fare un salto dalla dimensione dell’esperienza pratica a quella dell’esperienza fantastica.

Espressione che oggi, quasi alla fine del 2014, non può non richiamare la recente vicenda del giovane nostro politico premier Matteo Renzi. Questi infatti, nel valutare eventi e nell’indicare le proprie previsioni sul terreno delicato ed impervio della ripresa economica sembra proprio rientrare nella considerazione di Dorfles, cioè non tiene tanto conto dell’esperienza finanziaria recente nostra come degli altri paesi europei mentre sembra preferire volgersi verso una previsione ricca di annunci che contengono speranze. Borges – scrive Dorfles – ci permette di parlare al di là, vedere quello che sta fuori della nostra quotidianità con argomenti e nuove prospettive, visioni alternative, un intero universo di eventi quasi inimmaginabili.

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Matteo Renzi

Il nostro Renzi, “nostro” perché oggi rappresenta il nostro intero paese, a seguito del suo vittorioso esito elettorale (non dimentichiamolo) e perché ha fatto sorgere in un rilevante numero di italiani, tanta speranza per scelte economiche che dovrebbero migliorare le condizioni dell’Italia. Ma egli appare come il prototipo di chi sembra ignorare gli sviluppi che possono derivare dai suoi comportamenti e preferisce quindi regalare anche “fantasticherie”, secondo il linguaggio di Borges, cioè astrazioni più che analisi aderenti alla dura realtà. Ma se Borges, per professione e passione, anticipava fantasticherie, il nostro Renzi per professione e pensiero è legato inevitabilmente alla dimostrazione di una precisa capacità di leggere e vivere giorno per giorno i nostri ritardi, le insufficienze del nostro sistema, ravvisare le operazioni da compiere mediante indicazioni precise. Ecco perché il termine nel libro “Finzioni” di Borges riconduce a quel che avviene nel mondo politico italiano. Possiamo così immaginare dove potranno condurre le speranze (di Renzi) ma se la letteratura, per sua natura, può farci conoscere cose che l’esperienza pratica non può dare, Matteo dovrebbe tenere sempre presente che egli appartiene e comunità nelle quali si e tenuti a lavorare per aprirsi ai fatti concreti, comprese nuove prospettive, visioni alternative, ma realizzabili mentre la letteratura è universale ed è quindi tenuta a presagire anche contenuti inimmaginabili. Dovere di Renzi è restare ancorato invece alla realtà, nella quale è stato chiamato da tanti italiani e quindi suo dovere è restare quanto più possibile aderente alla dura realtà dei drammatici eventi europei e quindi effettuare le necessarie verifiche.

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Jorge Luis Borges

Speriamo che l’eccessivo speranzoso linguaggio del premier al quale tanti italiani (persino molti suoi dichiarati avversari) non hanno negato il sostegno nel momento della scelta elettorale, possa essere meglio sostenuto da un linguaggio e da comportamenti aderenti direttamente al concreto farsi della nostra economia, secondo quella che è stata l’indicazione dei “democratici” e degli altri italiani che lo hanno votato.



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