Rubrica: SCIENZA E DINTORNI

Endorfine, esorfine e mistica

martedì 31 dicembre 2013

Argomenti: Parapsicologia

La Tradizione esoterica si è sempre dichiarata contro le droghe, sia interne che esterne. La presenza di queste sostanze non è però schivabile; il problema non è non prenderle oppure non produrle, in quanto non sono eliminabili, o perché presenti in alcuni elementi, o autosecrete dall’organismo. La dottrina esoterica insegna ad accettare inizialmente tale situazione, per poi liberarsene gradualmente.

A nostro parere c’è un filo sottile ma tenace fra tossicodipendente, mistico psicotico, pseudospiritualista, e similari. Molti tossicodipendenti entrano nella droga uscendo da una crisi mistica, ed entrano nel misticismo uscendo dalla droga. Il rapporto con la droga è miticizzato. Molti elevano la droga a strumento di contatto con il dio (Zoroastrismo, Vedismo, religioni amerinde, vari sciamanesimi, religioni africane etc.). Molti tossicodipendenti in realtà sono alla ricerca non solo di un piacere, ma anche di una serie di realtà diverse, che riescono a recuperare con le sostanze. Molti gruppi, movimenti, religioni, partiti, fanno della droga uno strumento di unione col dio.

Posto che si tratti di una vera crescita spirituale, l’esoterista si trova ad entrare in una crisi di fondo, in una agonia che precede l’iniziazione. Egli sente talmente il problema di esserci, del non capire perché è e del come è, che ad un certo punto pensa che non ce la farà mai, che le sue forze non saranno mai sufficienti per arrivare fino in fondo. Egli allora decide di fare qualunque cosa pur di riuscire, e a questo punto è tentato dall’idea della droga. A questo livello egli inoltre incontra spesso la tentazione del suicidio, anche se tale tentazione accompagna l’esoterista fino alla maestria, se non fino alla morte. In altre parole, la droga, la magia, gli stati superiori di coscienza vissuti come fuga dal concreto, lo spiritismo, l’ESP, il suicidio, sono fra le maggiori e più robuste “tentazioni” anche per chi voglia crescere spiritualmente.

Anche la meditazione, se usata con determinati criteri e determinate garanzie, aiuta a crescere, altrimenti rincretinisce; bisogna farne un fenomeno cui assistere, non una dipendenza. I fenomeni che si verificano in meditazione e negli altri casi sono tutte proiezioni mentali alle quali non bisogna credere, ma alle quali bisognerebbe assistere.

Le endorfine interferiscono sulla immissione di esorfine, e viceversa le esorfine influiscono sulla produzione di endorfine. La produzione endorfinica si esaspera in punto di morte, e si enfatizza in determinate situazioni in vita. Noi moriamo come le nostre endorfine vogliono. Il guardiano della grande soglia si chiama endorfina, e quindi gestisce la nostra morte.

La scienza ufficiale presume di sapere tutto quanto serve di sapere sulle droghe, annessi e connessi, ma in realtà se ne sa poco e non si sanno molti perché. In pratica riteniamo che la scienza ufficiale non sappia di sapere poco sulle esorfine, e non sappia perché ne sa poco. Questo gioco di ribaltare sistematicamente tutto risulta efficace, in quanto ci ha fatto scoprire ciò che dicevano i cosiddetti maestri del passato: di ogni cosa bisognerebbe recuperare gli aspetti indicizzati come “questo, quello, entrambi, nessuno dei due”. Con tale giochino i maestri costruivano la loro forma di onnniscenza, e in tal modo si può spiazzare tutto e tutti.

Nella fase “nessuno dei due” ci si rende conto che comunque ci sono da interpretare dei ruoli, che si voglia o no, e ci rende conto che “si sa tutto” perché non si hanno più risposte da ricevere, non ci sono più specchi. Quando si incontrano due maestri, che quindi i 4 ribaltamenti li hanno fatti tutti, in quel momento si vede chi fa sul serio e chi no. Si può cominciare a fare sul serio partendo da piccole cose. Allora digiunare per ottenere un risultato non è digiunare, e così per mangiare per mangiare, sacralizzare per sacralizzare “fine a se stesso” etc. Chi può dire di aver fatto una cosa che non avesse una causa o uno scopo ? chi può dire a se stesso “ho mangiato perché sì?”

Focalizziamo tre fra i principali aspetti del fenomeno droga in generale, senza specificare se endogena o esogena.

Tolleranza. Per droga si intende anche caffè, vino, e tutto ciò che è assunzione. In tutti questi casi s’innesca il processo del feed-back che può raggiungere estremismi maniacali in forma sempre più miniaturizzata. Ritroviamo il fenomeno anche nei rapporti affettivi, nel lavoro etc : la necessità di aumentare il dosaggio della droga abitualmente assunta per ottenere gli stessi e maggiori effetti psicofisici sui precedenti. Il mistico prega, e più prega e più pregherebbe, e più riesce a pregare, più aumenta la necessità di pregare, fino al punto che prega continuamente senza poterne più farne a meno, oppure più si castiga per una colpa e più aumenta la necessità di castigarsi e di farsi castigare da Dio.

Dipendenza psicofisica. Dipendenza psichica, fisica (bere caffè, alcol etc.). C’è un condizionamento a sentirmi su, a non voler soffrire, e a una tendenza all’opposto, a sentirsi giù. Anche quando esotericamente valutiamo un nostro incidente, malattia etc., è un atteggiamento mistico, che l’esoterismo stesso denuncia come fatto liberatorio (misticismo esoterico), e ammette che la soluzione è fuori di sé. La dipendenza fisica consiste nell’esigenza fisica di mettersi in una certa posizione, quella fretta a livello di muscolo, di corpo, di andare in chiesa, in palestra, alla riunione.

Crisi d’astinenza. Se disinneschiamo il fenomeno di dipendenza in generale, ci accorgiamo che il mistico ha spasmi, stati d’ansietà, eccitabilità, senso di perdere tempo, etc, taluni sintomi dei quali può anche sostituire, camuffare, non evidenziare. Per il “meditante” è perdere tempo tutto ciò che è fuori da una certa atmosfera

Gli psicofarmaci, che venga dichiarato o no, danno sempre effetti collaterali e abbassano lo stato di vigilanza di un individuo. La battaglia spirituale di oggi è quella di essere coscienti nonostante tutto questo. L’esoterismo è quindi una battaglia sempre attuale. Invece di andare a cercare tante verità per poi vederle stritolate, forse sarebbe meglio raccogliere pudicamente delle situazioni fortemente attendibili per arrivare forse ad una mappa più realistica della situazione. A questo punto, l’unica cosa che si può percepire attendibile è che ciò che ci sembra spirituale muta, ciò che ci sembra materiale muta: ciò che è fortemente attendibile è questa mutazione. Comunque, qualsiasi cosa scorre, muta. E c’è un dettaglio impalpabile notevolmente attendibile: il mutabile in ciò che sembra spirituale produce inevitabilmente un mutabile in ciò che sembra materiale, e viceversa. Non posso avere un pensiero, un sentimento, senza avere un corrispettivo mutamento nel corpo. Con appropriati incroci di sostanze posso amare o odiare i miei simili. Qualsiasi cosa, o non si muove, o se si muove, è tutto collegato, automatico. In breve, se gli atti di fede mi allontanano, forse gli atti di ipotesi mi avvicinano. Non c’è rimasto che rovesciare la situazione: accumulare ipotesi.



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