Rubrica: CULTURA

L’omaggio dei Lincei al grande anglista Agostino Lombardo

mercoledì 15 marzo 2006

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari

La redazione ha il piacere di pubblicare questo articolo, di un noto giornalista parlamentare, sulla figura di Agostino Lombardo il 9 marzo scorso commemorato dalla Accademia dei Lincei.

Ci fu un tempo in cui “l’Unità” (direttore l’attuale sindaco di Roma, Walter Veltroni) donava ai suoi lettori libri di alta e consolidata cultura: carta modesta, ancor più povera struttura, ma che libri, vivaddio! Per esempio, settimana per settimana, le tragedie di Shakespeare, la più grande testimonianza del teatro elisabettiano. Ebbene, ogni testo era preceduto da appena due, tre paginette in cui Agostino Lombardo, grande anglista e americanista, e critico, e traduttore, e docente universitario (qualcuno non si è accorto che il definirlo “erede e successore di Mario Praz” è una annotazione seppur involontariamente riduttiva) spiegava - era anche un grande, acuto comunicatore - il senso della tragedia, la contestualizzava, ne traeva originalissimi spunti di riflessione insistendo sulla modernità del testo e, insieme, sulla sua classicità senza tempo. Credo di non esagerare se aggiungo che, grazie a quelle centinaia di migliaia di copie d’ogni tragedia distribuita settimanalmente a quanti in larga misura non erano abituati alla familiarità con i classici, intere generazioni sono state iniziate e allenate alla lettura alta, alla conoscenza e alla pratica del non-effimero.

Perché dico queste cose? Perché in qualche misura spiegano, in soldoni e senza voli intellettualistici, non solo la fortuna di Lombardo (scomparso troppo presto, un anno addietro) ma anche il senso dell’omaggio solenne che alla figura e alla multiforme opera sua ha voluto dare l’Accademia nazionale dei Lincei dedicandogli a Roma una intera giornata di studio nel corso della quale, tra i tanti, hanno partecipato e voluto dare una loro impegnata testimonianza uomini e donne di teatro e di letteratura come Masolino D’Amico, Nadia Fusini, Luigi Squarzina, Vittorio Gabrieli, Bianca Maria Tedeschini Lalli, Piero Boitani...

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Immagine da una rappresentazione di Antonio e Cleopatra tradotta da Agostino Lombardo

Attenzione, però: vero è che la fortuna italiana di Shakespeare deve più di qualcosa ad Agostino Lombardo ma altrettanto riduttivo sarebbe limitare l’ambito del suo lavoro alla letteratura elisabettiana. E’ ripresa da qualche tempo una rincorsa alla primazia degli studi americanistica. Certo, tutti diamo per scontato il ruolo fondamentale di Vittorini nel far scoprire al lettore italiano, ancora in piena stagione fascista, la letteratura moderna americana (e forse varra la pena di ristampare quel suo capolavoro antologico che è “Americana”), ma forse non tutti diamo altrettanto per scontato il ruolo di Lombardo nella valutazione del peso - eccezionale - che Henry James ha avuto nella formazione letteraria della nuova America.

Multiforme spirito, dunque, e multiformi interessi: se un bilancio si volesse trarre dalla giornata di studio promossa dai Lincei (purtroppo la stampa degli atti prenderà uno, forse due anni...), si potrebbe sintetizzare in un “era un vero, moderno umanista”. Che sapeva, ma soprattutto faceva in modo che, grazie a lui, gli altri sapessero. Che insegnava, ma soprattutto faceva in modo che, grazie a lui, i suoi tanti allievi dell’Università di Roma, che lo fece “emerito”, imparassero non solo una lezione ma la lezione delle vita. Che traduceva, ma soprattutto faceva in modo che la sua versione fosse vissuta come una testimonianza della maestrìa di coloro ai quali Agostino Lombardo si era avvicinato con scienza, prudenza ed entusiasmo, ma soprattutto con l’esercizio costante del proprio spirito critico. (g.f.p.)

GIORNATA DI STUDIO all’ACCADEMIA DEI LINCEI “AGOSTINO LOMBARDO: LA FIGURA E L’OPERA” programma



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