Rubrica: CULTURA

CHARLES DICKENS

Uno scrittore senza tempo
martedì 17 gennaio 2012

Argomenti: Letteratura e filosofia

Durante le feste di Natale ho ritrovato con una certa emozione un vecchio libro che mio padre mi aveva regalato tanto tempo fa: “ The Christmas Books” di Charles Dickens, contenente alcuni racconti (A Christmas Carol, The Chimes, The Cricket on the Hearth) scritti in quel particolare stile tutto “dickensiano” fatto di fantasia, sentimento, humour, senso etico e spirito umanitario. Tra i suoi numerosi aforismi ricordiamo a tal proposito quello in cui affermò “Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno”.

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A Christmas Carol

Riflettendo su vita ed opere di questo scrittore, ho pensato che egli è davvero uno scrittore “senza tempo”: i terribili contrasti sociali della sua epoca, segnata dalla Rivoluzione Industriale, sono ritornati oggi drammaticamente alla ribalta con l’attuale crisi economica orchestrata da un Potere sempre più impietoso e globalizzato che come al solito colpisce le classi meno abbienti e i paesi più poveri costretti a subire sfruttamento e ingiustizie. In fondo anche l’Umanità è rimasta la stessa con le sue lotte tra bene e male, giusto e ingiusto, morale e immorale. Forse proprio per questi ricorrenti aspetti che Dickens ha saputo ben rappresentare, cinema, teatro e televisione hanno riproposto costantemente le sue opere in numerosi film, spettacoli e sceneggiati.

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Sketches by Boz

Nato a Portsmouth nel 1812 da Elizabeth Barrow e John Dickens, piccolo funzionario della marina, Charles ricevé un’educazione incompleta per problemi familiari, ma la piccola biblioteca paterna gli fornì i romanzi di Fielding e Smollett, i suoi autori preferiti dai quali trasse ispirazione. Quando il padre venne imprigionato per debiti, Charles a soli 12 anni fu costretto a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe, poi a 15 anni entrò nello studio legale di Ellis & Blackmore come praticante, ma in seguito decise di studiare stenografia e pian piano sorse in lui il desiderio di diventare cronista parlamentare.

Vi riuscì nel 1832 quando cominciò a scrivere per la cronaca parlamentare su vari giornali, pubblicando anche bozzetti di costume che apparvero in un volume tra il 1836-7, “Sketches by Boz”, nel quale benché sotto l’influsso della saggistica settecentesca, evidenziò già un acuto spirito di osservazione nel descrivere la vita londinese con toni tra il patetico e il grottesco.

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Catherine Hogarth
painted by Daniel Maclise 1846

Nel 1836 sposò Catherine Hogarth, ma il matrimonio non fu felice, mentre sembra che le sue cognate, Mary e Georgina, fossero più vicine al suo ideale di donna. Quando Mary morì improvvisamente a soli 16 anni, Charles fu profondamente colpito e ricordandola delineò eroine che le somigliavano (come Little Nell, Agnes Wickfield, Little Dorrit) e quando si separò dalla moglie, fu Georgina che l’aiutò ad aver cura dei suoi figli.

Sempre nello stesso anno, 1836, un editore gli chiese di scrivere il testo per alcune vignette sportive di Robert Seymour: nacquero così “The Postmous Papers of the Pickwick Club” nei quali creò una sessantina di personaggi comici impregnati di puro umorismo britannico.

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Il Circolo Pickwick

Ebbe un enorme successo, guadagnò parecchi soldi e cominciò a dedicarsi al romanzo sociale, pubblicando a puntate (1837-8) “Oliver Twist”, storia di un trovatello che cade nelle mani di una banda di ladri e si deve destreggiare tra delinquenti come l’ebreo ricettatore Fagin e l’assassino Bill Sikes, i primi di una serie di loschi individui “scolpiti” dalla la sua abile penna. Seguirono “Nicholas Nickleby”, “The Old Curiosity Shop”, "Burnaby Rudge” in cui appare via via sempre più chiaro e consapevole il desiderio di difendere gli umili e gli onesti contro tutte le sopraffazioni e ingiustizie, un obiettivo che raggiunse pienamente nel suo capolavoro “David Copperfield” ricco di elementi autobiografici, pathos, humor e grande potenza di caratterizzazione nel delineare i personaggi.

Dickens amava i viaggi e visitò diversi paesi come l’Italia, la Francia e soprattutto gli Stati Uniti dove tenne una serie di conferenze per presentare le sue opere.

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Miss Georgina Hogart

Qui disgustato da alcuni aspetti della società americana come razzismo, prevaricazione e ipocrisia, scrisse una violenta satira, “Martin Chuzzlewit”, in cui si servì in particolare del grottesco e malvagio personaggio di Mr. Pecksniff per esprimere tutta la sua disapprovazione. Contro la schiavitù scrisse:- Così le stelle ammiccano alle sanguinose strisce e la libertà si cala il berretto sugli occhi-. Il libro suscitò molte polemiche, ma Charles modificò il suo duro giudizio solo dopo molti anni. Tornato in patria, continuò a lottare per i suoi ideali fondando un periodico “All the Year Round” che ebbe un grande successo.

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Ellen Ternan

La sua vita privata invece stava attraversando una drammatica crisi sia per la morte improvvisa di una figlia, sia per la separazione dalla moglie da lui accusata di non aver saputo mai badare a figli e famiglia. Come se ciò non bastasse nel 1865 fu coinvolto nel grave incidente ferroviario di Staplehurst, mentre tornava dalla Francia dove era andato a trovare in segreto l’attrice Ellen Ternan di cui si era innamorato. Nonostante fosse uscito incolume da tale disastro, l’episodio lo segnò profondamente e la sua salute in qualche modo ne risentì: quando si recò di nuovo negli USA, infatti, più volte fu costretto ad interrompere il suo giro di conferenze per improvvisi malori.

Continuò comunque a scrivere fino alla fine e a denunciare anche nelle sue ultime opere i mali dell’Età Vittoriana, lottando per una società più equa e sensibile alle istanze sociali. Tra esse ricordiamo “Bleak Hose”, “Hard Times”, “Little Dorrit”, “Our Mutual Friend”, “A tale of Two Cities”, “The Mystery of Edwin Drood”, rimasto incompleto per la sua morte avventa nel 1870 per un’emorragia cerebrale. Fu sepolto in Westminster Abbey nel famoso “Angolo dei Poeti”.

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Charles Dickens 1858

Di lui G. Orwell scrisse:-Il genio umoristico di Dickens è legato al suo senso morale….Attaccò le istituzioni inglesi con una ferocia senza precedenti all’epoca, eppure riuscì a farlo senza farsi odiare-.

Contro il giudizio di alcuni critici che lo definirono scrittore sciatto, demagogo, eccessivamente caricaturale e sentimentale, Mario Praz affermò:-La sentimentalità di Dickens è ingenua e melodrammatica, non morbosa e insidiosa; e anche se spesso caricaturali, le sue robuste e pittoresche figure, quasi maschere d’una nuova commedia dell’arte, formano una galleria quale non si era più data nella letteratura inglese dopo Chaucer e Shakespeare-.



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